youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher





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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.

youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

BILANCIO 2015

La vecchia intestazione del presente sito era “It’s difficult to remain on one idea at a time”; per lungo tempo mi ha accompagnato, nonostante non mi convincesse appieno a causa di una sua nota cacofonica e della sua non totale aderenza all’inglese spontaneo. Tuttavia mi apparteneva molto la condizione di nomade della professione, e ho deciso di conservarla finché non ha preso il sopravvento il desiderio di connotarmi in modo diverso; e tuttora mi sento che mi appartiene. 

La didattica universitaria è stata una delle esperienze più profonde che abbia vissuto quest'anno; è assolutamente vero che insegnare è il modo migliore per apprendere, mi sento grato agli studenti con cui ho avuto a che fare perché le loro domande, le loro difficoltà, anche le loro resistenze sono state una continua sollecitazione per me a rimanere sul piano dell'autenticità. La soddisfazione più grande è stata sentire diversi di loro ringraziarmi per aver reso una materia ostica come la Statistica per la Ricerca Sociale addirittura piacevole e interessante. Ho avuto tra l'altro, dopo diversi tentativi inutili negli anni passati di seguire un percorso più regolare, la possibilità di svolgere la didattica presso quella cui mi piace pensare come un'Università anti-accademica, eCampus, nel senso che è assai lontana dalle profonde difficoltà di gestione degli Atenei storici e si impegna davvero per rendere il percorso di formazione universitaria un'esperienza completa e profonda. 

Il counselling è stato un altro dei campi che più mi ha dato soddisfazione, professionalmente e umanamente, poiché è un modo di entrare in relazione con l'altro in piena disponibilità, accoglienza, responsabilità, e mi ha messo ripetutamente di fronte alla necessità di mettere in crisi le mie certezze quotidiane. Lo stare è una delle funzioni più importanti di un counsellor, e una delle più difficili di una persona; sono molto riconoscente più al teatro - che sto approcciando attraverso l'Associazione Minimateatro - che alla Psicologia, per avermi insegnato questa difficile e intensa azione. 

La partecipazione a ICAR 2015, il Congresso Internazionale su AIDS e Retrovirus, con un poster scritto in collaborazione con la Dott.ssa Santoro, il Dott. Bignardi e la Prof.ssa Mussini, è stata una grande occasione per entrare in contatto con l'eccellenza della ricerca in campo medico - e non solo - sul tema della prevenzione e della cura del contagio da HIV e da HCV. È stato inoltre, personalmente, una conferma della validità del metodo di lavoro che ormai adotto da diverso tempo, ossia raccogliere dati su tutti i progetti che svolgo, al fine lasciare sempre un solco di senso alle mie spalle. 

Una grande realizzazione è stata vedere la Cooperativa Molecola, per la quale svolgo da più di un anno Ricerche-azione Psico-educative, vincere la gara d'appalto per il Servizio Tutela grazie a un progetto scritto da me e da altri colleghi e colleghe brillanti. Insieme siamo stati in grado di estrapolare un modello di ricerca e di intervento che valorizzi le tante dimensioni di una rete, permettendoci di agire su più versanti e di affidare alle persone con cui ci interfacciamo il potere di agire in modo consapevole per migliorare le proprie condizioni.

Tra le esperienze rese possibili dalla Cooperativa Molecola c'è stato anche un progetto cui tenevo moltissimo, ossia la realizzazione di un Centro Estivo in cui mettere alla prova una pedagogia su base narratologica e radicalmente anticoercitiva. Il progetto è stato un pilota di difficile gestione, a causa non tanto delle variabili in gioco a livello nucleare, ma per le forti resistenze da parte dell'ambiente circostante (genitori e istituzioni); tuttavia per più della metà della durata del progetto siamo riusciti a raccogliere dati, su cui vorrei in questi mesi riflettere un po' e che condividerò sicuramente anche qui.

Per l'Università degli Studi eCampus ho tenuto inoltre diversi seminari sulla Gestione del Tempo e Metodo di Studio, dove ho cercato di intervenire su alcuni modi naïf di organizzare la propria agenda e affrontare il compito di studiare, ma scardinando anche alcune visioni semplicistiche degne della peggior propaganda psicologica: credo sia un problema di cui tenere conto, quello della proliferazione delle scuole di counselling, coaching ecc. che offrono soluzioni tecniche e facili a problemi annosi, antichi e seri quali quelli della realizzazione personale e dell'uso della memoria. Sempre per la suddetta università ho tenuto qualche seminario sull'e-learning, un campo inaugurato da diverso tempo ormai, che ha posto interrogativi profondi sull'apprendimento e sui metodi efficaci, e che ha bisogno di qualche risposta in più. 

Nell'ambito delle conferenze ho avuto la possibilità di partecipare a un dibattito sui Diritti Civili a Modena, dove ci siamo trovati a intervenire io in qualità di Ricercatore Sociale, Federica Venturelli, giovanissima Consigliera Comunale di Modena, Flavio Romanini, presidente nazionale Arcigay, e Giuditta Pini, parlamentare del PD. Il titolo della giornata era Dai Registri delle Unioni Civili al Matrimonio per Tutti e il mio intervento puntava a sintetizzare dati raccolti in Europa circa la disponibilità della popolazione italiana ad accogliere alcuni grandi cambiamenti come Unioni Civili e Matrimonio per la Comunità LGBT, sottolineando come vi fosse un sostanziale scollamento tra gli atteggiamenti della maggioranza degli Italiani e le direzioni della politica. 

Infine per l'associazione Antropolis, che ha organizzato in collaborazione Æterna Nox ha organizzato una conferenza dal titolo Antropologia delle Tenebre - Vampiri, Non-morti e Ritornanti, ho preparato un intervento dal titolo I Vampiri Sono tra Noi?; nel mio discorso recuperavo il concetto di psiche, spesso dimenticato dalla psicologia, indagandone le rappresentazioni arcaiche, precedenti a quelle che hanno collocato la psiche nella sede del cervello.

Dyslexia® è la creatura cui io e la Dott.ssa Brambilla ci apprestiamo a dare i natali entro qualche mese, ed è un modo per rendere l'apprendimento più agevole per le persone con DSA. Pensavo che quello del Disturbo Specifico dell'Apprendimento fosse un campo di ricerca e intervento abbastanza circoscritto, una delle tessere del mosaico che compone la mia attività lavorativa: e invece mi sono trovato a interfacciarmi con dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia in diversi ambiti, sia nelle Ricerche-azione Psico-educative svolte per Molecola che nella didattica per eCampus. Questo mi ha fatto capire quanto sia importante agire in questo ambito, perché credo che, al di là dell'etichettarlo come disturbo, il tema dell'apprendimento necessiti di un nuovo paradigma interpretativo. Grazie al lavoro instancabile e serio del nostro tirocinante, Paolo Biffi (presto Dott. Biffi), pubblicheremo presto un lavoro sulla rappresentazione del DSA da parte di chi ne condivide i disagi e le potenzialità. 



Molte volte, in passato, quando ero ancora studente, mi è capitato di imbattermi in persone che - forse saggiamente - mi consigliavano di fare una cernita tra tutti i miei interessi e di concentrarmi su una cosa una. Ogni volta che ricevevo un simile consiglio mi domandavo se non fosse seriamente il caso di dare un taglio alle mie divagazioni e iniziare a seguire un solo sentiero, codificato, riconoscibile, concreto. Ogni volta che facevo simili riflessioni concludevo domandandomi “Ma perché?!”.

Sono contento di aver seguito, nel definire la mia professione, l’istinto, e di aver scelto la strada della moltiplicazione dei progetti, piuttosto che della loro potatura: mi sono infatti accorto che ogni volta che inizia una ricerca, questa non porta paradossalmente mai a una risposta certa, non è mai veramente conclusa, bensì si viene a distinguere in questa un’altra ricerca, che si svolge parallelamente, e che poi diviene una nuova ricerca tout court, differente dalla prima; ecco, questo procedere in modo apparentemente erratico, è stato in realtà il vantaggio più grande per l’efficacia di ciascun progetto, poiché le risposte che ho trovato non sono mai state in fondo alla ricerca, ma negli interstizi che si venivano a costituire attorno a essa.

L’opposizione tra ciò che è erratico e ciò che è sistematico, che caratterizza l’orizzonte di senso di chi lavora su e gestisce progetti, spesso - e in modo ingiustificato - viene a coincidere con l’antinomia molteplice-focalizzato. Ma è nella distinzione, nella moltiplicazione dei percorsi che si può passare da quello che è un singolo sentiero a una mappa di sentieri: e non è un caso che la parola metodo voglia dire proprio questo, mappa. Non può esserci metodo, dunque, con un singolo sentiero.