youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








+39 366 1 40 50 36
research@armandotoscano.com


apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

IL CLIENTE E IL SUO BISOGNO

La negoziazione commerciale col cliente si distribuisce sempre su almeno due livelli diversi: uno giuridico, sancito da un contratto scritto, e uno informale, in cui gli accordi vengono presi sulla base di aggiustamenti reciproci. Per via di questa seconda componente, che mai verrà esaurita dalla prima, non si può prescindere dalla relazione umana col cliente, che sarà pressoché sempre foriera di sorprese, non sempre piacevoli, in quanto nel momento stesso in cui verrà a instaurarsi tra noi e il nostro cliente una relazione umana, questa diventerà un canale attraverso il quale viaggeranno dei bisogni: e sono proprio questo, spesso, la fonte di grossi malintesi.



I bisogni, per loro stessa natura, tendono a dissimularsi. La condizione in cui si ha bisogno di qualcuno, infatti, pone la persona che esprime il bisogno in una condizione di inferiorità, di dipendenza, che può portare a ergere difese psicologiche: non rivelare il proprio vero bisogno, quindi, può essere un modo per conservare del potere nella relazione con il fornitore. 

Bisogna anche dire, però, che i bisogni difficilmente nascono chiaramente definiti. Piuttosto, tendono a emergere nella stessa relazione di ascolto, che quindi non si limita a rilevarli passivamente, ma li costruisce dialetticamente. 

Sia che si tratti di una ricerca di mercato, sia che si tratti di un’analisi del fabbisogno, sia che si tratti di un processo diagnostico, la comprensione del bisogno nascosto e la costruzione insieme al cliente di un bisogno che possa trasformarsi in obiettivo di lavoro sono processi che richiedono un solo, grande requisito: il desiderio (di entrambi) di stare nella relazione.  

Riferimenti bibliografici:

Glen L Urban, & Hauser, J. R. (2013). “Listening In” to Find and Explore New Combinations of Customer Needs. Dx.Doi.org, 68(2), 72–87. http://doi.org/10.1509/jmkg.68.2.72.27793

Khalid, H. M., & Helander, M. G. (2007). A framework for affective customer needs in product design. Theoretical Issues in Ergonomics Science, 5(1), 27–42. http://doi.org/10.1080/1463922031000086744

Hofer, A. R. (2015). Are We in This Together? The Dynamics and Performance Implications of Dependence Asymmetry and Joint Dependence in Logistics Outsourcing Relationships. Transportation Journal, 54(4), 438–472. http://doi.org/10.5325/transportationj.54.4.0438?refreqid=search-gateway:6f3963841ebc96841759d9987b26b849

Thallmaier, S. R. (2014). Need and Goals. In Customer Co-Design (pp. 43–47). Wiesbaden: Springer Fachmedien Wiesbaden. http://doi.org/10.1007/978-3-658-07526-2_7

INNOVAZIONE E SENSO DI COLPA

Che lo sviluppo sia un processo che si muove rimbalzando tra conflitti via via diversi è un'idea molto ben consolidata nella Psicologia dell'Età Evolutiva. Questa è una premessa piuttosto importante, se consideriamo che l'insegnamento pacifista, che nella sua vocazione iniziale trasmetteva una cultura della gestione matura del conflitto, è stato tradotto, nella vulgata, in un evitamento e in una sedazione del conflitto.



IL DECRETO DIGNITÀ…

…si presenta come un miscuglio di pezzi che insieme non esprimono una vera e propria visione (1), ma puntano mescolano lotta al cosiddetto “precariato” e forme di antagonismo alle imprese (2), riproducendo - di fatto - e non sanando la frammentazione del mercato del lavoro (3). Nato all’insegna del conflitto istituzionale (4), è riuscito comunque a convincere gran parte dell’elettorato di Centro-Destra (5).


IL FONDO PER LE PERIFERIE…

…viene bloccato dal Decreto Milleproroghe, con effetto sui progetti di riqualificazione su 100 Comuni (1) che non vedranno erogata la seconda tranche dei finanziamenti promessi (2) con effetti deleteri sulle partnership pubblico-privato (3).