È difficile da ammettere, ma è giusto farlo, quantomeno perché non si diffonde un falso storico: la Medicina, agli albori, era assai diversa da come la si conosce e riconosce attualmente; così diversa da assomigliare per certi versi alla magia. No, no, non si sta dicendo che la storia della Medicina occidentale affondi le radici in un'epoca tribale in cui gli sciamani erano deputati alla terapia dei mali del gruppo, semplicemente perché l'Occidente stesso non ha un'origine così spiccatamente tribale. Si sta piuttosto dicendo che, per diverso tempo, la lettura di ciò che costituiva una causa e ciò che rappresentava un effetto non fu razionale come ce la si può immaginare, perché tutto ciò che apparteneva alla dimensione dell’invisibile era facilmente ricollegato alla dimensione dello spirituale: non è difficile riscontrare nella neonata medicina tardo-settecentesca spiegazioni che chiamino in causa ipotetici fluidi, per giustificare fenomeni infettivi, o formule in latino, per rendere conto di guarigioni inattese; il vitalismo stesso, esploso a metà dell'Ottocento, può essere considerato una coda di questo modo di intendere la vita organica.

I vaccini nascono all'interno di un panorama come questo. Benché fosse credenza già popolare che il contatto col morbo potesse prevenire dalla malattia (ne parlò Tucidide, a proposito della peste ateniese, nel 429 a.C.), fu per primo il naturalista britannico Edward Jenner ad affrontare sperimentalmente il problema: nelle campagne di Berkeley era assai diffuso il vaiolo, che colpiva circa il 60% della popolazione, soprattutto contadina in quanto contratto dalle mucche; rispetto al vaiolo era opinione diffusa, ancorché non univoca, che l'inoculazione di una componente di siero morboso potesse prevenire dal contrarre la malattia. Curiosamente, questo principio fu lo stesso che diede avvio all'Omeopatia, secondo la quale Similia similibus curentur: come si è detto prima, il linguaggio delle leggi scientifiche in ambito medico è andato emancipandosi decennio dopo decennio, e ancora nei primi anni del 1800 era ancora impregnato di metafisica e magia.

L'approccio evidence-based tipico delle discipline empiriche, come anche la Medicina ha fatto ampiamente in tempo a diventare nel corso del XIX secolo, ci salva dalla possibilità di rimanere sul piano delle analogie storiche, e ci permette di operare importanti distinguo: se il principio di similitudine dell'Omeopatia ha portato allo sviluppo di un importante mercato, benché a fronte di benefici non rilevabili in maniera univoca, nel caso dei vaccini c'è stato un importante e più che evidente calo delle morti per malattie infettive nel corso dei due secoli precedenti.



https://www.epicentro.iss.it/vaccini/PercheVaccinarsi
“Chi non si vaccina non può andare a scuola. Presenteremo già in settimana un disegno di legge regionale per estendere l'obbligatorietà vaccinale anche alle elementari e alle medie, coprendo così tutti gli anni della scuola dell'obbligo”. È l’annuncio fatto al Messaggero dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, dopo il caso del bimbo di 8 anni che colpito da leucemia che, dopo essersi sottoposto alle cure, non può comunque tornare a scuola perché nella sua classe ci sono 5 bambini non vaccinati e per lui, immunodepresso, è troppo rischioso entrare in contatto con chi potrebbe contrarre malattie come il morbillo o la varicella e contagiarlo.

http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=71307

La vicenda viene raccontata dal "Messaggero", secondo cui la verità è diversa da come era sembrato inizialmente. I sanitari dell'Asl Rm2, che hanno esaminato la situazione nella classe di Matteo, non hanno riscontrato "no-vax puri", ma soltanto tre casi di bambini che devono completare i richiami vaccinali e che sono ancora nei tempi per farlo. La scadenza fissata dalla legge Lorenzin è infatti quella del 10 marzo.

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/bimbo-malato-di-leucemia-una-mamma-non-siamo-no-vax-ritorni-in-classe-_3193915-201902a.shtml?fbclid=IwAR0fXQ0DKKkoFBao-WxzBtodqm0NlGMl27WP153JekmJGWcqUmcbFiRySYY

Se qualcuno dice di aver trovato il Viagra nei vaccini e lo va a raccontare in prima pagina su un quotidiano a diffusione nazionale, nonché in una conferenza scientifica e in una conferenza stampa alla Camera, non si può non rimanere perplessi dal diniego di mostrare i dati (spettri di massa). Visionando i dati, sarebbe infatti possibile per gli esperti dire se ci siano davvero il Viagra e i diserbanti nei vaccini, oppure se si tratti di un abbaglio. I cittadini hanno bisogno di informazioni affidabili, non di sparate sensazionalistiche e allarmistiche volte a cercare un’effimera notorietà.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/30/viagra-nei-vaccini-lordine-dei-biologi-mi-invita-a-ripetere-le-loro-analisi-peccato-non-sia-possibile/4935228/

https://www.epicentro.iss.it/vaccini/dati_ita

https://www.healthaffairs.org/doi/full/10.1377/hlthaff.24.3.611

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&id=2971

https://www.medicalfacts.it/2019/01/09/negli-usa-in-alcuni-stati-ce-totale-liberta-di-scelta-nelle-vaccinazioni-ma-a-che-prezzo/

https://www.repubblica.it/salute/medicina/2016/04/26/news/piu_anziani_ma_vivremo_di_meno_ecco_il_check-up_degli_italiani-138487149/

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UN PROBLEMA DI ASCESA…

…e di ascendenza quello che caratterizza le generazioni di giovani in Italia: dalla difficoltà a svincolarsi da un debito pubblico accumulato in altre epoche e di cui non si godranno i benefici (1) alla difficoltà a salire nella scala sociale, uscendo dalla traiettoria di predestinazione familiare (2); per questo, emerge come possibile soluzione a livello di welfare la proposta di un'eredità universale

NON PERSEGUITIAMO I FANTASMI

È ovvio che non stia parlando del caso, né che stia mettendo in dubbio il fatto che il destino sia più un bisogno umano che una reale costruzione nell'architettura del mondo. Però, ecco, se non esiste il destino, esiste il nostro desiderare, e questo sì che è in grado di predisporre, potentemente anche, file di accadimenti che insieme diventano senso. Per questo un episodio raccontato, una poesia ritrovata, un articolo letto e un film rivisto sono una sciarada, in maniera così lampante da lasciar sospendere ogni critica; proprio come quando ci si alza dal letto e si attraversa il corridoio, ancora buio per la notte, e diviene chiaro che lei è lì, quell'immagine figlia del lutto, quella persona che non pensavamo potesse tornare.