DALL'EUROPA FORTE…

… (1) britannica a quella debole (2) italiana, l'assenza di progettualità dell'UE (3) fa prevalere le schermaglie interne ai partiti di maggioranza sull'Unione stessa.

(1) Johnson was, in many ways, the father of modern Euroskepticism. As the Telegraph’s Brussels correspondent — the post he used to make himself a journalistic star — he invented the “bendy banana” genre, making the EU a subject not just of fear but mockery.
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Many have, in recent days, attributed his vacillation entirely to personal ambition — to his attempting to calculate whether a future prime ministerial bid is best served by remaining loyal to Cameron (and being rewarded with the probable post of foreign secretary post-referendum) or deposing him.
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Yet attempts to erect Cameron vs Johnson into the guiding psychodrama of British politics — the new Blair vs Brown — always foundered, for one simple reason: Because of their slight age difference and the differing paths their political careers took, they were never actually in direct competition.
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(2) Avanzano nuvole nerissime sull'economia globale e sull'eurozona. La finanza è diventata più che mai caotica, incerta e volatile. I titoli azionari e le valute ballano sù e giù in maniera apparentemente erratica: e le banche europee e italiane sono al centro della speculazione globale. Il premier Matteo Renzi sembra finalmente capire che il principale freno alla crescita dell'economia italiana è rappresentato dai vincoli imposti dall'Unione Europea. E ha acceso lo scontro con Jean-Claude Juncker il capo della Commissione UE.
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La novità è che Renzi, leader del partito più europeista di Italia, il PD, per la prima volta si schiera apertamente contro la Commissione europea e sembra essere diventato il politico italiano più “anti-euro”.
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La ragione fondamentale è che la Ue manca di qualsiasi progetto politico-sociale comune, e che tutti i suoi membri sono vincolati a logiche locali, ai piccoli dividendi politici nazionali, in una fase di stagnazione e incertezza economica che radicalizza ogni scelta. In questo senso Cameron, indubbiamente uno statista mediocre, non è più responsabile di Merkel, Hollande e tutti gli altri, compreso il nostro gioviale primo ministro.

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