youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LA LIBERAZIONE DI MOSUL…

…ad opera delle forze irachene con l'appoggio degli US (1), ultima roccaforte dell'ISIS in Iraq (2), è parte di una strategia più ampia atlantica (3) contro la Russia (4). 

(1) "Sostenute da aerei della Coalizione internazionale" guidata dagli Stati Uniti, le forze irachene sono riuscite cacciare i jihadisti dello Stato Islamico da quattro villaggi ed una centrale di gas nel distretto di al Qayyarah ad appena una cinquantina di chilometri a sud di Mosul, roccaforte del Califfato nel Nord dell'Iraq. Lo ha annunciato un funizionario iracheno citato da media locali.


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(2) Mosul ha piu' di un milione di abitanti. e' caduta sotto il dominio dell'Isis durante un blitz nel giugno 2014 che ha lasciato circa un terzo dell'iraq nelle mani dello stato islamico e ha fatto precipitare il paese nella sua crisi piu' dura dai tempi dell'operazione 'iraqi freedom', cominciata il 20 marzo 2003 con l'attacco della coalizione guidata da Stati Uniti e Gran Bretagna per liberare il paese dal regime di Saddam Hussein.

Dopo aver conquistato Mosul, il leader dell'isis Abu Bakr al-Baghdadi era entrato in citta' e aveva instaurato un califfato islamico che ad un certo punto copriva quasi un terzo dell'Iraq e della Siria. ma fin dagli ultimi mesi dello scorso anno, i militanti dello stato islamico hanno perso battaglie in Iraq e le aree controllate nel paese si sono ristrette a Mosul e ad alcune piccole citta' nel nord e nell'ovest.


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(3) I gruppi islamisti in Siria ed in Iraq sono di fatto l’arma geopolitica utilizzata dagli USA per destabilizzare la regione ed ottenere i loro obiettivi geopolitici: rovesciare i regimi sciiti alleati dell’Iran, stabilire un califfato salafita sotto protezione saudita (nella parte orientale della Siria) e contenere l’influenza russa ed iraniana nella regione.

Il pretesto adottato dagli USA di combattere contro l’ISIS è una maschera per giustificare l’intervento di Washington in Siria ed in Iraq ed è il paravento dietro cui si cerca di occultare il “doppio gioco” utilizzato dall’Amministrazione di Obama per realizzare il suo pano di “balcanizzazione” del Medio Oriente.


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(4) I quattro battaglioni di fanteria schierati sul suolo di Stati alleati della Nato (uno in Polonia e tre in Estonia, Lettonia e Lituania), non altereranno i rapporti di forza lungo i confini con la Russia ma costituiscono solo un dispiegamento simbolico a difesa di membri della Nato che peraltro Mosca non ha alcuna intenzione né interesse ad attaccare (checché ne dica la propaganda anglo-americana).


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