L'ERRORE DEL CONSIDERARE…

…oligarchia e democrazia la stessa forma di governo (1) sta nel parafrasare il discorso platonico stravolgendolo (2); si blocca così la riflessione sul senso della diminuzione delle persone nei luoghi della legiferazione promossa dal marketing sul Referendum (3).

(1) Il primo errore riguarda proprio la contrapposizione tra oligarchia e democrazia: l'oligarchia è la sola forma di democrazia, altre non ce ne sono salvo la cosiddetta democrazia diretta, quella che si esprime attraverso il referendum. Pessimo sistema è la democrazia diretta. La voleva un tempo Marco Pannella, oggi la vorrebbero i 5 Stelle di Beppe Grillo. Non penso affatto che la voglia Zagrebelsky il quale però detesta l'oligarchia. Forse non sa bene che cosa significa e come si è manifestata nel passato prossimo e anche in quello remoto.
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Caro Zagrebelsky, oligarchia e democrazia sono la stessa cosa e ti sbagli quando dici che non ti piace Renzi perché è oligarchico. Magari lo fosse ma ancora non lo è. Sta ancora nel cerchio magico dei suoi più stretti collaboratori. Credo e spero che alla fine senta la necessità di avere intorno a sé una classe dirigente che discuta e a volte contrasti le sue decisioni per poi cercare la necessaria unità d'azione. Ci vuole appunto un'oligarchia. Spero che l'abbia capito, soprattutto con la sinistra del suo partito che dovrebbe capirlo anche lei.

http://www.repubblica.it/politica/2016/10/02/news/zagrebelsky_renzi_scalfari-148925679/?ref=HRER2-1

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(2) A questa tripartizione ne corrisponde specularmente un’altra: quelle sono infatti le forme “buone”, ma vi sono di quelle tre forme altrettante forme degenerate: il governo degenerato di uno è la tirannia; la politeia, che è il modello di partecipazione dei cittadini (ovvero i maschi, liberi, pleno iure) alla sfera pubblica, se è degenerata si chiama democrazia ovvero governo dei poveri; e l’aristocrazia, ovvero il governo dei pochi, quando si corrompe si chiama oligarchia.
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Norberto Bobbio del resto considerava come una promessa mancata della democrazia la persistenza delle oligarchie. Poiché in democrazia, potremmo dire, il potere si legittima attraverso la scelta dei cittadini, i quali sono dotati di agency politica, ovvero sono in grado, usciti dalla “minorità”, di scegliere ciò che è bene per loro. Mentre le oligarchie fondano il loro potere non su una legittimazione “esterna” che li distingue dai rappresentati ma per l’appunto li rappresenta, bensì su un sostegno che esse si danno da se stesse. In democrazia il cittadino è attivo e autonomo (si dà le regole da sé), con le oligarchie no.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/03/eugenio-scalfari-sbaglia-oligarchia-e-democrazia-non-sono-la-stessa-cosa/3071646/

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(3) Dopo la seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo, la regola era che la politica doveva essere di tutti: tutti dovevamo impegnarci in politica perché questo era il fondamento della democrazia: “governo del popolo”. Ma ora l’aria è cambiata: Per il referendum del prossimo 4 di dicembre è assai chiaro. C’è un manifesto assai eloquente: «Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei politici? Basta un SI».
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Il governo di pochi si chiama “oligarchia”, che già a scuola ci insegnavano che è una brutta cosa. Dire che un personaggio era un “oligarca” non era proprio un complimento. Ma ora anche Eugenio Scalfari ci spiega che sbagliamo: «Il primo errore – scrive nel suo editoriale su Repubblica di domenica 2 ottobre – riguarda proprio la contrapposizione tra oligarchia e democrazia: l’oligarchia è la sola forma di democrazia».

http://ilmanifesto.info/caro-scalfari-oligarchia-non-e-democrazia/

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