youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

I BIG DATA…

…mostrano i propri limiti in seguito alle previsioni sulla vittoria di Hillary Clinton (1), e andrebbero ripensati nell'uso e nella sostanza (2). 

(1) Non c'è solo il disastro dei sondaggi, ma anche di giornali storici come il New York Times e il Washington Post, di nuovi siti come Politico.com, di reti televisive come la Cnn. C'era stata una mobilitazione per denunciare le bugie di Trump, le sue frodi, la sua evasione fiscale. C'era stata una chiamata alle armi per impedire l'avanzata di un populista senza competenza per governare. C'era stata anche tra grandi intellettuali di destra (Robert Kagan) la levata di scudi contro il pericolo di un "fascismo in America".

http://rampini.blogautore.repubblica.it/2016/11/09/la-grande-sconfitta-dei-media-con-eccezioni/
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(2) Prima considerazione: i sondaggi hanno sbagliato, ma meno di quanto è stato sostenuto a caldo. Alla fine Hillary Clinton ha prevalso nel voto popolare e il margine di errore dei sondaggi nazionali è stato inferiore a quattro anni fa (ma in quel caso Obama vinse). La vera debacle è stata quella della miriade di esperimenti predittivi (basati su algoritmi, medie dei sondaggi, analisi big data) nati sull’onda del successo di Nate Silver nel 2012.
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Qui non si tratta di problemi di campionamento, i sondaggi non dovrebbero servire a dire “chi vince” (funzione oracolo), ma a dire “come vincere” (funzione strategica). Così, occupandosi di modificare il colore degli stati nelle cartine, ci si è dimenticati di analizzare in profondità altri “stati”, vale a dire gli stati d’animo dell’elettorato. 

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