youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

IL SISTEMA DEI VOUCHER…

…nato per risolvere il problema del lavoro nero (1) ha solo in parte aggredito il bacino del sommerso, e ha permesso invece il consolidamento di pratiche di precarizzazione nel lavoro agricolo (2).

(1) In politica capita spesso di confondere il problema con lo strumento e i presenti con i responsabili: così sta succedendo sui buoni lavoro (voucher), cioè lo strumento di pagamento per il lavoro accessorio. Proviamo a guardare al problema con un occhio alla storia – il livello del lavoro nero in Italia – e lo sguardo sul futuro – la lotta alla precarietà
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Uno studio INPS diretto da bruno Anastasia mostra come nel 2015 quasi il 10% dei percettori di voucher siano pensionati, mentre il 55% si divide tra persone che hanno un altro lavoro (la maggioranza) e percettori di ammortizzatori sociali (la minoranza). In conclusione 2 percettori di voucher su 3 svolgono un doppio-lavoro. Vale la pena chiedersi cosa avrebbero fatto in assenza del voucher: si sarebbero astenuti dal lavoro o l’avrebbero svolto in nero?

http://www.unita.tv/opinioni/tutta-la-verita-sui-voucher/

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(2) Nati nel 2003 con l'intento di far emergere il lavoro nero, sono entrati in vigore nel 2008 e la riforma Fornero nel 2012 ne ha esteso l'uso a tutti i settori per una facile regolarizzazione dei rapporti di lavoro attraverso l'acquisto di voucher prepagati, comprensivi della retribuzione e dei contributi previdenziali, da consegnare al prestatore di lavoro.
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Rimasto sulla carta per molti anni, il lavoro accessorio ha trovato applicazione solo nel 2008. Dopo una prima sperimentazione nella città di Treviso, i voucher sono stati usati in occasione della vendemmia del 2008 (limitatamente a studenti e pensionati) e poi è stata estesa a tutte le attività agricole.

http://www.agi.it/economia/2016/10/18/news/lavoro_i_voucher_cosa_sono_e_lesempio_di_altri_paesi-1175051/

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