youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LA SINISTRA RICERCA…

…la propria identità perduta, rovistando in mezzo alle macerie del renzismo (1) e oscillando tra desiderio di restaurazione (2) e bisogno di opposizione (3).

(1) La paura di cui scrive Serge, infatti, non è solo quella che viene iniettata nei governati – paura di attentati, paura del «degrado», degli zingari, dei migranti, dell’«invasione», di questo o quel complotto… – ma anche quella che hanno in corpo i governanti, sempre più ritirati nelle loro cerchie, a frequentarsi tra simili, “scollati” dal mondo, estranei alla realtà e dunque privi di ogni immaginazione.
Lo stiamo vedendo nella parabola del renzismo. I governanti sono autoreferenziali, e quindi pavidi di fronte alle contraddizioni, ai conflitti. Perché nei conflitti, anche quelli più modesti, l’Uno autoreferente è costretto a diventare (almeno) Due.

http://www.wumingfoundation.com/giap/2016/12/contro-la-politica-della-paura-rovesciare-passando-da-sotto-wm1viaggionotav/
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(2) È facile, dunque, individuare il fil rouge che lega questi abbagli collettivi internazionali: il ritorno a un passato idealizzato, mitologico, quella che gli psicologi definiscono “retrospezione rosea” e che, nella fattispecie, Zygmunt Bauman ha battezzato “retrotopia”, utopia retroattiva. Make America great again, make consociativismo great again ecc…
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In realtà, lo sappiamo bene, Donald Trump non è Ronald Reagan, la Brexit non determinerà eo ipso la risoluzione o anche solo il ridimensionamento delle vicissitudini del popolo inglese e – quel che più ci interessa – ripristinare tout court la Prima Repubblica ci avvicinerebbe più alla Grecia e all’Argentina che all’Italia del boom economico: i sistemi più efficienti, al netto di qualunque nostalgia, sono oggi – de iure o de facto – sistemi presidenziali, premierati, democrazie comunque decidenti.

http://www.unita.tv/opinioni/2016-lanno-della-restaurazione-mondiale/


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(3) Ma poi: ammettiamo che una “sinistra-sinistra” che dice sempre no dicesse sì, e andasse a vedere le carte di questo mirabolante governo senza Verdini ma con Landini (semplifico), cosa porterebbe? Cosa chiederebbe?
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In pratica si andrebbe a governare con Renzi con il presupposto di cancellare ciò che ha fatto Renzi. Non credo sia un caso, Michele, che quando passi dalla teoria (il pippone contro i cattivoni del no no no) agli esempi (quel che di buono ha fatto Renzi) citi solo e soltanto la legge sui diritti civili.


http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201612/caro-michele-la-risposta-e-no/
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