youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

IL MERCATO DEL LAVORO…

…è pieno di disallineamenti e asimmetrie (1), che vanno da quelle classiche tra skill shortage e overstaffing (2) a quelle, meno evidenti, tra una rappresentazione pessimistica del lavoro (3) e reali possibilità del lavoro del futuro, che valorizza la relazione umana (4), l'apertura a diverse forme di intelligenza (5) e integrazione tra le due (6).


(1) Il #mercatodellavoro è pieno di #asimmetrie e #disallineamenti, questo allontana la possibilità di #previsioni. Spunti da Luca de Biase su Il Sole 24 Ore

«Intanto, le facoltà che garantiscono i migliori risultati in termini lavorativi, quelle statistiche e scientifiche, come attestano i dati del Miur e riportate in questi giorni su queste colonne, sono scelte in modo minoritario dai giovani italiani. Di conseguenza, le imprese che cercano tecnici e professionisti specializzati lamentano di non trovarne sul mercato, anche se questo non significa che gli stipendi aumentino in modo consistente visto che gli stipendi reali […]
[…]
Questi disallineamenti provano una mancanza di visione comune. Che peraltro è comprensibile. Il carattere particolarmente duro delle difficoltà economiche attuali è dato – è ormai chiarissimo – dalla sovrapposizione di una dura crisi congiunturale e una profonda trasformazione strutturale che sfida le capacità interpretative degli operatori economici più sofisticati e dunque a maggior ragione delle famiglie e delle aziende che si trovano più lontane dall’avanguardia dell’innovazione.»

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2017-08-18/il-lavoro-futuro-realta-gia-atto-223557.shtml?uuid=AEdA3hEC&refresh_ce=1

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(2) L'asimmetria tra #skillshortage e #overstaffing, quella tra #domanda e #offerta, e tra #professionitradizionali e #lavorodigitale sono i problemi maggiori del #mercatodellavoro.

«Posti di lavoro come tanti tasselli liberati dalla ripresina, destinati però a restare vuoti perché mancano i professionisti. Da un lato, nei mestieri tradizionali: dal falegname al panettiere, dal sarto all’idraulico. Dall’altro, in tutte quelle professioni collegate al digitale e alle nuove tecnologie, che spesso corrono più veloce della formazione fornita da scuola e università.
[…]
Il problema secondo Sartor starebbe nella forbice, che si allarga sempre di più, tra mondo dell’istruzione e impresa: «Chiediamo operai specializzati, ma le nostre scuole professionali lavorano con torni vecchi di vent’anni, quando gli studenti entrano in fabbrica trovano strumentazioni completamente diverse. E non potrebbe essere altrimenti: la scuola non può ammortizzare investimenti sull’alta tecnologia. Per questo chiediamo di rafforzare l’alternanza scuola-lavoro».»

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/08/14/news/c-e-la-ripresa-ma-non-si-trova-personale-1.15732557/amp/

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(3) La #rappresentazione del #futuro da parte dei #giovani è priva di speranza. #Università e #orientamento: luogo e funzione del #cambiamento. Spunti da Remo Morzenti Pellegrini su L'Eco di Bergamo

«Ho infatti la sensazione che il futuro appaia loro quanto mai minaccioso, anzi, peggio, già deciso senza alcuna possibilità di poterne invertire la rotta. Mi sembra cioè che i ragazzi, a differenza di quanto accadeva alle passate generazioni, pur nella consapevolezza di potersi avvalere di tanti progressi e opportunità prima neanche immaginabili, stiano rinunciando a qualcosa di assai prezioso: lo slancio fiducioso verso l’avvenire, l’idea di poter incidere sul proprio destino.
[…]
Nessuno può dirci come sarà il nostro futuro. Per fortuna. Ma è senz’altro da scongiurare ogni mancanza di prospettiva, spesso associata a un senso opprimente di rassegnazione, che serve soltanto a tarpare le ali e a deprimere gli animi.»

http://www.ecodibergamo.it/stories/Editoriale/senza-speranzegiovani-senza-futuro_1250944_11/

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(4) Il #lavorodelfuturo non può che valorizzare la dimensione della #relazioneumana, foriera di #novità e #contaminazioni che ampliano la sfera dell'imprevedibile. Spunti su Morning Future.

«Difficile dire quanti appartengano a questo esercito di lavoratori smart, senza cartellino da timbrare, con orari spesso flessibili, ma secondo il Global Co-working Surveysarebbero circa 1.180.000 nel mondo in 13.800 spazi. Londra e Berlino, le capitali dei co-working in Europa, ma anche l’Italia vanta un numero di tutto rispetto: oltre 400 spazi e la cifra sembra destinata ad aumentare perché questo modello piace. Lo dimostra il fatto che il tasso di crescita ha registrato un costante +50%annuale dal 2010 a oggi. Prezzo medio di una scrivania: tra i 200 e i 300 euro al mese.»

https://www.morningfuture.com/it/article/2017/07/10/co-working-se-il-futuro-del-lavoro-e-collaborativo/14/?_lrsc=3d6ea06b-1f31-4095-83f2-448f09f501b6&utm_source=Elevate&utm_medium=Social&utm_campaign=Twitter

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(5) Il #lavorodelfuturo non potrà prescindere dal confronto con forme di #intelligenza diversa da quella umana. Spunti da Jerry Kaplan su LUISSopen.

«Quest’area di ricerca non ha un nome universalmente condiviso. A seconda del punto di vista e dell’approccio, i ricercatori la chiamano machine learning, reti neurali, big data, sistemi cognitivi o algoritmi genetici, tra gli altri. Io semplicemente descriverò in generale il prodotto dei loro sforzi come intelletti sintetici. Gli intelletti sintetici non sono programmati nel senso convenzionale del termine. Si assemblano a partire da un armamentario sempre più vasto di arnesi e attrezzi, fissando un obiettivo, provvedendo un insieme di esempi, e si lasciano andare. Il creatore non può prevedere né controllare che fine faranno. Gli intelletti sintetici presto sapranno più cose di te di quante non ne sappia tua madre, saranno capaci di prevedere il tuo comportamento meglio di quanto possa fare tu e ti avvertiranno di pericoli che tu neanche percepisci.»

http://open.luiss.it/2017/08/09/jk-e-il-futuro-del-lavoro/

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(6) Nel #lavorodelfuturo la #relazioneumana si integra con l'#intelligenzaartificiale: l'esempio dell'#AssistenteVirtuale. Spunti da Michela Luono su LinkedIn.

«Interagire con un'assistente virtuale -non umana- ha dei vantaggi perché aiuta ad automatizzare dei processi, da un effettivo supporto su richieste standard, ma poiché l'intelligenza artificiale è appunto artificiale e non intuitiva non può fare tutti i passaggi da sè, ma necessita di qualcuno che, le dia dei parametri, delle indicazioni.»

https://www.linkedin.com/pulse/il-lavoro-del-futuro-e-virtual-michela-luoni