youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LA LETTURA DELL'AUMENTO…

…del tasso di occupazione registrato da Istat deve superare la rappresentazione politica, che riduttivamente lo attribuisce al Jobs Act (1). Nel mercato del lavoro italiano si assiste nel 2017 a variazioni concomitanti nei bacini di occupati (in crescita), disoccupati (anch'esso in crescita) e inattivi (in calo) (2); il contributo alle variazioni è asimmetrico tra i generi, gli uomini contribuiscono maggiormente al calo degli inattivi mentre le donne all'aumento dei disoccupati (3): una possibile forma sottile di divario di genere. Una disuguaglianza senz'altro visibile è quella tra giovani e anziani, che le attuali politiche del lavoro rendono pressoché complementari (4): a fronte a un lieve effetto degli incentivi per le assunzioni dei giovani (5), si registra un aumento della quota dei lavoratori sopra i 50 anni (6), come effetto della barriera all'uscita dal bacino imposta dalla legge Fornero. Considerando che la produttività generale e i salari non sono aumentati (7), e la lontananza del Jobs Act rispetto ai temi della Formazione e dell'Innovazione, non si può non concludere che la ripresa sia di natura congiunturale (8).





(1) #Poletti, #Gentiloni, #Renzi e #Padoan leggono i #dati dell'#Istat sul #lavoro come esito di un cambiamento strutturale legato al #JobsAct. Spunti da Flavio Bini su Repubblica.

«Positivi i commenti del governo. Per il ministro del Lavoro Giulano Poletti si tratta di "un altro passo nella giusta direzione, che ci avvicina ai livelli pre-crisi". Esulta anche il segretario del Pd Matteo Renzi: "+918mila posti lavoro da febbraio 2014 a oggi. Il milione di posti di lavoro lo fa il Jobs Act". Per il premier Paolo Gentiloni c'è "ancora molto da fare" ma si sento "gli effetti positivi del Jobs Act". "C'è la ripresa, lo dicono tutti i dati, dal pil all'occupazione, alla fiducia. Quindi si sta consolidando un quadro di ripresa che da ciclica deve diventare strutturale e il Governo continua a lavorare in questo senso", ha sottolineanto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.»

http://www.repubblica.it/economia/2017/08/31/news/istat_disoccupazione_luglio-174273774/

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(2) I dati dell'#Istat sul #lavoro mostrano variazioni concomitanti di tre bacini: #occupati e #disoccupati (in crescita) e #inattivi (in calo). Spunti su Il Sole 24 Ore.

«A luglio 2017 l’Istat stima gli occupati in crescita dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), «confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale». Rispetto a luglio 2016 l’incremento è di 294mila unità (+1,3%). Cresce tuttavia il tasso di disoccupazione giovanile: a luglio si attesta al 35,5%, secondo i dati Istat, in crescita di 0,3 punti da giugno.
[…]
La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a luglio è infatti «in forte calo» (-0,9% su mese, -115 mila persone, e -2,4% su anno, -322 mila persone). Questa tendenza in atto da metà 2013 e riguarda in particolare, spiegano dall’Istituto, la fascia degli over 50 come conseguenza anche della stretta sui requisiti per il pensionamento.»

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2017-08-31/lavoro-l-istat-luglio-aumentano-occupati-ma-cresce-disoccupazione-giovanile-093734?fn=swipefeed&id=N_PRPAMAIN/AEpWLpKC&p=8

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(3) Alla crescita nel bacino di #disoccupati (in cerca di #lavoro) contribuiscono di più le donne, al calo nel bacino di #inattivi gli uomini. Spunti da Francesca Basso su Corriere della Sera.

«Cresce a luglio il numero di donne, di tutte le età, in cerca di un lavoro: «La componente femminile — spiega l’Istat — fa aumentare il tasso di disoccupazione, che invece resta stabile tra gli uomini». Dopo il calo di giugno, spiega l’istituto di statistica nazionale, la stima delle persone in cerca di occupazione a luglio sale del 2,1% (+61 mila).

Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’11,3% (+0,2 punti percentuali), quello giovanile si attesta al 35,5% (+0,3 punti). Si fa sentire il forte calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,9%), una tendenza in atto da metà 2013. La diminuzione nell’ultimo mese ha interessato soprattutto gli uomini.»

http://www.corriere.it/economia/17_agosto_31/istat-nuovi-occupati-sono-uomini-f0023c68-8e23-11e7-ae8d-f3af6c904a41.shtml

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(4) Le #politiche #italiane del #lavoro hanno creato negli ultimi anni complementarietà tra bacini di #giovani e #anziani a discapito dei primi. Spunti da Gianni Balduzzi su Termometropolitico.

«Non è più tempo di baby pensioni, scivoli, e agevolazioni varie. Anche le differenze di trattamento tra dipendenti statali e privati vanno pian piano a chiudersi. Di conseguenza superiamo Francia, Spagna, Austria quanto a 55-64enni occupati.
[…]
Più di quanto accada in Francia, Belgio, Spagna, Austria, Paesi comunque con una occupazione globale più alta della nostra. E’ evidente che si compensa con una occupazione giovanile da noi piuttosto bassa, ben al di sotto delle medie europee.»

http://www.termometropolitico.it/1266636_economia-europa-55-64enni-occupati.html/amp

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(5) Nel settore #privato si registra un aumento dei #contratti di #apprendistato e a #tempodeterminato. Anche gli #incentivi funzionano. Spunti da INPS.

«Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nei mesi gennaio-giugno 2017 sono risultate 3.547.000, in aumento del 19,4% rispetto a gennaio-giugno 2016. Il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+27%) e dall’apprendistato (+27,3%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-3,8%: questo calo rispetto al 2016 è interamente imputabile alle assunzioni a part time).
[…]
Tra gennaio e giugno 2017 sono stati incentivati 28.470 rapporti di lavoro nell’ambito del programma “Garanzia Giovani” e 58.916 rapporti di lavoro (46.313 assunzioni e 12.603 trasformazioni) nell’ambito della misura “Occupazione Sud”.»

https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=51197#

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(6) Il bacino dei #disoccupati sopra i 50 anni cresce per via della #LeggeFornero, che ritarda l'ingresso in quello dei #pensionati. Spunti su Phastidio.net.

«Colpisce tuttavia il forte aumento del tasso di disoccupazione tendenziale per gli over 50, anch’esso corretto per la demografia. Come si legge questo +15,4% di disoccupati over 50 nell’ultimo anno, se da molto tempo si osserva un aumento del numero di occupati di questa coorte? In modo molto semplice: la crescita di occupati della coorte è frutto della permanenza al lavoro prodotta dalla legge Fornero. Ma gli over 50 perdono anche il lavoro, e sono costretti a tornare a cercarlo, visto che oggi sono venute meno molte vie d’uscita pensionistiche anticipate in caso di perdita di occupazione in “tarda” età lavorativa.»

http://phastidio.net/2017/08/31/lavoro-la-condizione-bipolare-degli-over-50/

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(7) L'#occupazione è in crescita, ma rimangono bassi gli #stipendi e la #produttività: non c'è rivoluzione nello #scenario, né reale né percepito. Spunti da Gianni Balduzzi su Linkiesta.

«Quello che sta accadendo dunque è tra le cause della percezione di una crisi ancora non finita, di una ripresa presente ancora solo sulla carta, ovvero un aumento, in alcuni casi anche consistente, di posti di lavoro proprio in ambiti in cui gli stipendi sono bassi o molto bassi, in cui a una crescita della produzione corrisponde un quasi identico aumento dell’occupazione perchè non vi è quasi alcuna dinamica a livello di miglioramento della produttività. Sono settori a basso valore aggiunto, come il turismo o la ristorazione, a maggior ragione se dominati, come è soprattutto in Italia più che altrove, da realtà piccole.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/09/01/cresce-loccupazione-si-ma-e-lavoro-precario-e-sottopagato/35364/

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(8) Considerando il contesto più allargato (#Formazione, #innovazione, #stipendi, #produttività) l'aumento di #occupazione rivela congiunturalità. Spunti da Davide Nitrosi su Quotidiano.net

«Non basta solo snellire le normative sul lavoro, ormai è necessario ridurre la tassazione alle imprese, promuovere l’innovazione (bene Industria 4.0), collegare la formazione al mondo produttivo, potenziare la scuola, garantire la stabilità politica e la fiducia dei mercati. C’è un solo bonus in grado di fare la differenza: un Paese solido, efficiente e capace di crescere senza doping.»

http://www.quotidiano.net/commento/istat-occupazione-1.3367496/amp

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