youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

ITINERARI DI ESISTENZA - SIMBOLI ED EMOZIONI IN VIA PADOVA

Il progetto Itinerari di Esistenza - Simboli ed Emozioni in via Padova nasce da un'idea di CORE-lab e NEPSI, due realtà attive nel Municipio 2 di Milano attive sui versanti della ricerca e degli interventi di promozione del benessere (cliccate sui link per saperne di più).

I primi risultati sono stati riassunti all'interno di tre infografiche, ciascuna riassuntiva di un filone di ricerca (clicca per visualizzarle):


L'idea del progetto è di raccogliere dati in modo sistematico e analizzarli per ottenere una rappresentazione scientifica di:

1) alcuni aspetti demografici legati alla convivenza tra gruppi vulnerabili,
2) i vissuti di vari tipi di persone (migranti, anziani, commercianti, operatori) legati al vivere in via Padova e
3) come impatta la gestione del verde su indicatori ecosistemici come abbondanza relativa e ricchezza di specie.

La metodologia che utilizzeremo (e che abbiamo in parte già utilizzato) è l'analisi delle statistiche descrittive per l'obiettivo 1), l'intervista autobiografica per l'obiettivo 2) e il censimento arboreo per l'obiettivo 3).

Dai primi risultati è emerso che:

1) considerando le suddivisioni territoriali in tre metropoli europee (Madrid, Parigi e Milano), i migranti tendono a distribuirsi preferibilmente in aree che assumono la forma di uno spicchio passante per il centro; gli anziani, invece, tendono a distribuirsi tutto attorno. Questo induce a pensare a diverse ipotesi alternative: la prima, quella dello spostamento, è che gli anziani si allontanino dalle aree in cui è maggiore la concentrazione di migranti, per decisione propria o dei figli; la seconda, quella della segregazione, è che i migranti si instaurino in zone della città storicamente deputate ad accogliere migranti; la terza, quella della sostituzione, è che i migranti scelgano di insediarsi in aree della città nelle quali non avviene ricambio, e che quindi col tempo si trovino a essere maggiormente concentrati;

2) le narrazioni su via Padova tendono a distribuirsi lungo un gradiente emozionale polarizzato sugli opposti gioia/timore, che sono gli stessi che si ritrovano nelle definizioni che le persone danno della via e che ricalcano ciò che i media veicolano; le ipotesi in tal senso sono che le narrazioni dei media sedimentino emozioni nelle persone e che poi a partire da queste vengano costruiti i vissuti soggettivi, che i media tendano a ricalcare il sentiment delle persone in modo da agganciarle meglio e accattivarle, creando senso di riconoscimento o che vi sia circolarità tra vissuti soggettivi e rappresentazioni mediatiche;

3) considerando tutte le diverse gestioni delle aree verdi cittadine in e limitrofe a via Padova, quelle che garantiscono i risultati migliori relativamente all'abbondanza e alla ricchezza di specie relative all'area sono le gestioni dal basso, in cui cittadini e cittadine attivi si appropriano di uno spazio verde e lo usano per realizzare un proprio progetto, una propria visione.

I prossimi passi saranno:

  • ampliare il numero degli intervistati e delle intervistate, per arrivare a 50 soggetti in totale, includendo migranti, operatori AMSA, Forze dell'Ordine, Medici di Medicina Generale, giovani genitori, anziani, commercianti, in modo da moltiplicare i punti di vista e le angolature;
  • restituire i risultati al territorio, coinvolgendo le persone in una sessione di clustering delle problematiche emerse nella ricerca e percepite;
  • progettare insieme alla cittadinanza in una sessione di co-design delle soluzioni in ottica hacking, ossia senza entrare in rotta di collisione con i limiti ma, anzi, sfruttandoli come opportunità.


Se desiderate ulteriori informazioni contattateci a 3661405036 o a research@armandotoscano.com.