youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LA GENERAZIONE ZERO,…

…così come viene chiamata quella dei nati nel 2000, quest’anno affronterà per la prima volta il voto: tuttavia, lo farà in uno scenario in cui le distinzioni e i significati di Destra e Sinistra sono profondamente mutati, e prevale la dimensione non tanto antipolitica quanto più senza-politica (1). Nel confrontare, nel discorso alla nazione, questa generazione con quella dei “ragazzi del ‘99”, mandati in trincea (2), il Presidente Mattarella mette in evidenza alcune peculiarità del nostro 
presente: pace e democrazia sono le basi da cui si parte, “non è così in tutti i Paesi” (3). 

(1) Dall’#antipolitica al senza-politica, così si sposta l’interesse giovanile della #GenerazioneZero, quella dei neo-diciottenni chiamati al #voto nel 2018. Spunti da Elena Testi su L’Espresso.

«Nel rimbalzo delle opinioni il Pd diventa un partito di destra, il Movimento 5 Stelle è espressione di sinistra, a Matteo Salvini si preferisce Silvio Berlusconi, pur rimanendo convintamente di Lega Nord. E c’è chi si arrende davanti alla moltitudine di nomi, perché «non so votare, è troppo difficile e con gente sconosciuta».
[…]
Più che l’antipolitica prevale una vita senza politica. In cui il voto non è più un obiettivo che segna il debutto sul palcoscenico della democrazia. I ragazzi della Generazione Zero condividono, almeno in questo, il distacco dei loro genitori. E la destra che avanza senza ostacoli, la sinistra che dialoga solo con se stessa, per poi dividersi, gli imprenditori che trasformano il disinteresse in affare. E il ritorno nelle preferenze di Silvio Berlusconi che diciotto anni fa preparava il suo ritorno al governo, oggi come allora. Eppure i ragazzi, scettici, disillusi, fanno il suo nome tra i leader da preferire. Nel deserto della politica.»

http://m.espresso.repubblica.it/attualita/2017/12/11/news/per-chi-voteranno-i-neomaggiorenni-nel-2018-inchiesta-esclusiva-sulla-generazione-zero-1.315770?ref=HEF_RULLO

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(2) Dalle trincee al #voto, i #giovani nati nel ‘99 di ieri e #oggi: il #discorsoallanazione di #Mattarella ricorda come il punto di partenza della sfida della #politica siano la #pace e la #democrazia; la partita si giocherà sul #Lavoro. Spunti su RaiNews.

««[…] Nell’anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora — i ragazzi del ‘99 — vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo".
[…]
Le scoperte scientifiche, la evoluzione della tecnica, nella storia, hanno accompagnato un’idea positiva di progresso. I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità. L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta, e sostenibile la nuova stagione che si apre".»

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Mattarella-il-lavoro-resta-la-prima-questione-sociale-31cafc6c-7df8-4881-ae9d-1c5463a716fb.html


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(3) Nel discorso di #Capodanno di inaugurazione de #lannocheverra, #Marrarella lancia un appello per i #giovani che quest’anno andranno al #voto per la prima volta, e ricorda che la #Democrazia agisce nel #presente guardando al #passato e al #Futuro. Spunti da Umberto Rosso su La Repubblica.

«Da una "prova alta di democrazia" come appunto quella dell'esercizio del voto, il nostro Paese ne uscirà di sicuro rafforzato, migliore. "Le elezioni sono una pagina bianca, saranno gli elettori a scriverla". Se, come chiede e auspica il presidente della Repubblica, ci sarà "la più ampia partecipazione di tutti".
[…]
Il presidente ha voluto parlare soprattutto ai concittadini, agli italiani, che sa bene quanta "fatica e difficoltà" abbiano incontrato in questi ultimi anni così duri per la crisi economica. Mattarella crede soprattutto nella partecipazione "dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta". E ricorda che nell'anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande Guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto.»

http://www.repubblica.it/politica/2017/12/31/news/discorso_di_fine_anno_2017_del_presidente_della_repubblica_quirinale_sergio_mattarella_capo_dello_stato-185583321/

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