youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

GLI ESITI DEL SUPER-TUESDAY…

non regalano piena sicurezza (1) a Trump (2) e Clinton (3), ciascuno osteggiato da un fronte interno che potrebbe far brancolare nell'incertezza una parte di elettorato.


(1) In teoria la matematica consente ancora loro di provare a negargli la soglia di 1.237 delegati, che renderebbe automatica la nomination. Così tutto sarebbe rimandato alla Convention di Clevaland, che sarebbe “contested”, cioé un vero congresso che potrebbe scegliere un candidato diverso da quello che ha prevalso nelle primarie. La maggioranza degli elettori però rifiuta questa ipotesi, che spaccherebbe il partito, e la netta affermazione di Donald ieri l’ha allontanata. Lui infatti ha già cominciato a parlare da candidato, attaccando “Hillary la criminale”, e oggi terrà un discorso per illustrare la sua visione della politica estera.
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Tra i democratici la nomination di Clinton non è più in discussione, anche se Sanders andrà avanti fino alla fine, per cercare di condizionarla. Hillary però si sente già lanciata verso la sfida contro Trump, che ieri ha attaccato con un giro di parole: “Love trumps hate”, ha detto, cioé “io credo che l’amore superi l’odio”. Un chiaro riferimento a uno dei temi che userà per battere Trump a novembre, accusandolo di aver scelto la politica dell’odio che divide l’America.
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(2) Ieri i suoi rivali nella corsa alla nomination, l'ultraconservatore Ted Cruz e il moderato John Kasich, hanno annunciato un'inedita alleanza in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: ognuno di loro rinuncerà a fare campagna in alcuni Stati, spianando la strada all'altro nella speranza di evitare che Trump raggiunga il numero magico di 1237 delegati necessario per assicurarsi la nomination.
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(3) La prospettiva di una rimonta del Senatore del Vermont perde quindi i suoi connotati di possibilità per diventare sempre più una speranza semi-infondata.
Ciononostante Sanders non ha rinunciato a correre fino alla fine, sebbene la questione per la maggior parte dei democratici americani sembri chiusa, aprendo però un nuovo interrogativo:
Cosa ne sarà della massa dei sostenitori del Senatore del Vermont qualora uscisse sconfitto dalle primarie? Certamente molti tesserati sosterranno la Clinton in teoria idelogicamente più vicina di un qualsiasi repubblicano, ma bisogna tenere in considerazione che molti dei sostenitori del vecchio socialista sono persone disaffezionate alla politica, a cui si sono riavvicinate solo grazie al carisma di Sanders, alle sue idee ed al suo progetto che si pone in totale contrasto con quel Partito Democratico sempre più indistinguibile dai repubblicani rappresentato dall'attuale leadership, la cui massima espressione è guarda caso proprio Hillary Clinton.
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