youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

NONOSTANTE GLI ENTUSIASMI…

dei tirocinanti (1), Garanzia Giovani non è stato esente da problemi ingenti (2), e non è riuscito a colmare il deserto tra Formazione e Lavoro (3).



(1) Guardando, infine, al giudizio di chi al momento dell’indagine era impegnato o aveva concluso un’esperienza formativa, di tirocinio o di lavoro finanziata dalla Garanzia Giovani, si evidenzia un elevato grado di soddisfazione. Più di 3 partecipanti su 4 ritengono l’esperienza utile per aumentare le proprie competenze (79,3%), in linea con le proprie aspettative (77%) e in grado di aumentare le possibilità di trovare un’occupazione futura (75,2%).
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(2) “Abbiamo per tempo lanciato l’allarme - sottolinea Gattuso - sull’overbooking che si stava effettuando con i tirocini, che avrebbe reso insufficienti le risorse. Ora l’assessore annuncia la rimodulazione di Garanzia giovani per reperire i fondi: si chiuda subito la partita dei pagamenti dei tirocinanti e si vada quindi avanti con il programma Garanzia giovani, che è oggi sostanzialmente bloccato, in misure importanti come ad esempio l’accompagnamento al lavoro, attraverso la quale gli enti accreditati della regione dovrebbero inserire i giovani Neet all’interno delle aziende con contratti di lavoro subordinato”.
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(3) Con rammarico dobbiamo invece constatare che non è stato così. Se infatti andiamo a analizzare il vero numero importante, quello sulle proposte concrete fatte ai giovani iscritti, il quadro si incupisce. Secondo gli ultimi dati del Ministero del lavoro queste ammontano a circa 300mila: circa un terzo degli iscritti al netto delle cancellazioni. Una cifra che di per sé certifica il fallimento del piano e getta una ombra scura sulle illusioni di quei 600mila ragazzi che restano al momento a mani vuote.
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Emerge che la maggioranza (circa il 60%) delle proposte concrete consiste in tirocini di dubbia valenza formativa, mentre i contratti di lavoro veri e propri sono poco più del 10%, con un boom a dicembre 2015, ultimo mese in cui una impresa poteva usufruire del combinato disposto di “Garanzia Giovani” e decontribuzione per l’assunzione di un giovane con un contratto a tutele crescenti.
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