youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

PRESENTATI I CANDIDATI…

…e le liste ufficiali, a Milano si contendono la vittoria in 9 (1), in una battaglia in cui la retorica della trasparenza ha prevalso sull'analisi dei programmi (2), convogliando l'interesse verso chi sa pubblicizzare meglio quell'ideale (3).

(1) Erano partiti in 13. Ma già al primo passo ufficiale, quello della raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste, sono arrivati in 9. Sono i candidati che affronteranno la corsa a Palazzo Marino sostenuti da 17 liste per il Consiglio comunale. Il centrodestra sostiene Stefano Parisi con sei liste: Forza Italia, Lega Nord, Milano Popolare, il partito dei pensionati, Fratelli d'Italia e la lista civica 'Io corro per Milano'. Il centrosinistra candida Giuseppe Sala, sostenuto da quattro liste: Pd, SinistraXMilano, Italia dei Valori e la formazione civica dell'ex commissario Expo. Non ce l'hanno fatta a presentarsi in tempo per la registrazione i moderati. Gli altri candidati, al di fuori delle coalizioni sono: Gianluca Corrado per il Movimento Cinque stelle, Nicolò Mardegan di 'NoiXMilano', Basilio Rizzo di 'Milano in Comune', Luigi Santambrogio di Alternativa municipale, Natale Azzaretto del partito comunista dei lavoratori, Marco Cappato dei Radicali e Maria Teresa Baldini per il movimento Fuxia people. Un esercito di nomi e candidati, tra ex ministri, soubrette, volti noti, figli di, attivisti, esponenti di estrema destra, fedelissimi di Berlusconi e l'autista di Salvini. Eccoli.
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(2) Stefano Parisi ha sorpassato Beppe Sala nei sondaggi sulle amministrative realizzati da Tecnè per TgCom24. Al primo turno il candidato del centrodestra sarebbe avanti dello 0,7 per cento, attestandosi al 38,3. A prima vista si tratterebbe di un vero e proprio travaso di voti perché rispetto all’ultima rilevazione di 10 giorni fa l’ex manager di Expo ha perso lo 0,4 per cento e la stessa quota è andata invece a incrementare le preferenze per l’ex dirigente aziendale sostenuto dall’intero centrodestra, da Ncd alla Lega Nord. Da notare che Basilio Rizzo, candidato dell’area di sinistra, raccoglie circa il 5 per cento dei voti.
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(3) Polemiche sulle omissioni di Sala in quanto a casa in Svizzera, investimenti in Romania e quote nella società Kenergy, tutte cose che si è scordato di dichiarare nell’autocertificazione compilata quando era al vertice di Expo. L’ex commissario unico ha capito di giocarsi molto su questo. E ha provato a metterci una pezza. Ha pubblicato la dichiarazione dei redditi del 2014 per dimostrare che, nonostante le dimenticanze nell’autocertificazione, lui le tasse le paga tutte. Ma la mossa si è trasformata in un passo falso, visto che proprio da lì sono saltati fuori gli affari in Romania. Così, su invito dello stesso Corrado, ha messo online le dichiarazioni degli ultimi cinque anni. Questa volta tutto è filato liscio, tanto che Sala si è lanciato in una sollecitazione all’avversario: “Non è necessario che Parisi pubblichi la sua dichiarazione dei redditi, però se lo fa il candidato dei 5 Stelle e lo faccio io, sarebbe buona cosa lo facesse anche lui”.
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