DA UN LATO…

…la rottura orizzontale della relazione di Renzi (1) e del PD con le persone (2), dall'altro la rottura verticale tra le correntine di FI (3) sono chiari sintomi del finale di partita di due leadership che hanno stancato, forse più nei modi che nei contenuti.


(1) Certo, l’esito delle consultazioni domenicali è ancora aperto. Ma già emettono due messaggi importanti. Il primo è che in questo Paese, dove la condiscendenza al potere e ai potenti è un tratto caratteriale estremamente diffuso, alla fine ci si stufa del fenomeno di turno. E Renzi presumibilmente sta per essere investito da un effetto disaffezione che ricorda la metafora del “marziano a Roma” di Ennio Flaiano: l’alieno Knut atterrato nella capitale che, esaurito il primo effetto sorpresa, viene liquidato dal millenario scetticismo capitolino con un beffardo “ancora qui?”.

La seconda questione è se dallo scombussolamento prenderà corpo una qualche proposta di governo credibile, che smentisca l’argomentazione (ricattatoria) che “a Renzi non ci sono alternative”. Oltre il (più che legittimo) voto punitivo che ha caratterizzato in larga misura gli esiti (liberatori) che abbiamo sotto gli occhi.

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/06/06/pierfranco-pellizzetti-dopo-un-po-renzi-stufa/

-----
Il severo prosciugamento dell’insediamento sociale del Pd, il rischio di perdere al ballottaggio, spingono i candidati sindaci di Torino, Bologna e Milano lontani dal premier. Quel suo ostinarsi a derubricare il voto locale per concentrarsi su quello del referendum costituzionale è stato un errore e per questo non lo vogliono accanto in questi ultimi giorni di campagna elettorale («Io non sono del Pd, sono un manager», così Sala in Tv).

http://ilmanifesto.info/tutti-giu-dal-carro/

-----
(3) Gianni Letta, Niccolò Ghedini, i figli, Marina in testa, e Fedele Confalonieri: sono loro che questa mattina, alla lettura dei giornali e delle ricostruzioni sulla lotta di successione politica già partita, hanno deciso con il diretto interessato che bisognava immediatamente stoppare la ridda di voci sulla nascita di una sorta di direttorio formato dai big per guidare la fase di "transizione" durante l'assenza dell'ex premier.
[…]
Come a dire: nessuno si azzardi a ragionare come se io non ci fossi più. Insomma, il Cav prova a fermare sul nascere la guerra tra correnti dentro Forza Italia che, in realtà, è latente ormai da tempo. E che proseguirà, magari sotto traccia, a dispetto degli appelli odierni.

http://www.huffingtonpost.it/2016/06/10/silvio-berlusconi-lotta-successione_n_10398060.html?utm_hp_ref=italia-politica


Facebook