youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LE COMUNALI MOSTRANO…

… nei risultati del primo turno (1) un quadro composito, variante sia da città a città sia - in ciascuna città - dalle elezioni del 2011 a oggi; nella variegatezza si viene a perdere il ruolo dei partiti in quanto bacini di voti (2), gli elettori migrano nelle preferenze (3). In un quadro così complesso è quindi difficile parlare di "vittoria" del M5S (4), e il problema della rappresentanza del mosaico di elettori diventerà assai difficile da gestore.

(1) A Roma vola Virginia Raggi, a Torino e Milano avanti i dem, ma con fatica. A Milano testa a testa tra il candidato del centrosinistra Beppe Sala (41,69%) e quello del centrodestra, Stefano Parisi (40,77%), mentre è flop dei 5Stelle di Gianluca Corrado (10,06%). A Napoli Luigi de Magistris primo, ma non ce la fa al primo turno e andrà al ballottaggio con il centrodestra. A Cagliari il risultato definitivo dà Massimo Zedda, candidato del centrosinistra e sindaco uscente, al 50,82 per cento, contro il 32,26% del centrodestra. A Bologna vanno al ballottaggio Virginio Merola del centrosinistra (39,46%), e Lucia Borgonzoni, che, con un centrodestra ricompattato (Lega-Fi-FdI), raggiunge il 22,27%. A Benevento gran ritorno di Clemente Mastella che batte di misura (71 sezioni su 72, 33,67% contro 33,26%), il concorrente del centrosinistra, Raffaele Del Vecchio.

http://m.repubblica.it/mobile/r/speciali/politica/elezioni-comunali-edizione2016/2016/06/06/news/roma_raggi_trionfa_a_torino_e_milano_in_vantaggio_i_dem_ma_con_fatica_a_napoli_de_magistris_al_ballottaggio_con_centrode-141406822/

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(2) Queste sono infatti le prime elezioni cui si vota in assenza di campi ben definiti delle strutture dei partiti. Al posto dei vecchi serbatoi di voti, in queste elezioni si confrontano nuove aree elettorali formate dalle più strane confluenze - senza più divisioni fra destra e sinistra, fra moderati, radicali, conservatori, e in molti casi (almeno 15 accertati dice la Commissione Antimafia) un troppo labile limite fra onesti e non.
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Consolidare è dunque la posta in gioco della partita elettorale in corso. Consolidare le aree politiche in voti, trasformare il consenso in movimento in un'area definita, dare identità unica alle molte voci, e non ultimo, raccogliere tutto questo intorno a un nome, a un volto, a una leadership che ne uscirà così legittimata, appunto.

http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/le-primarie-della-nazione_b_10295234.html?utm_hp_ref=italia-politica

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(3) Il presidente-segretario dice che «non esiste un problema nazionale», semplicemente è successo che «gli elettori hanno fatto zapping, se c’è un candidato che gli piace lo votano».
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Milano prima di tutti. Qui, il candidato al quale affidare le chiavi della città lo ha scelto il presidente del consiglio. Sala come successore di Pisapia, l’esperienza arancione, con la sua “coalizione sociale” rottamata a vantaggio di una “coalizione manageriale”. L’astensione si è impennata, l’emorragia di voti ha colpito il partito democratico, conseguenza di una scelta politica netta e precisa, difficile da collocare a sinistra piuttosto che a destra, come del resto dimostrano i profili dei candidati gemelli Parisi-Sala sponsorizzati dai due leader nazareni.

http://ilmanifesto.info/bocciato-dallo-zapping/

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(4) Sala non ha convinto tutti gli elettori pd del 2013, che lo scelgono solo per due terzi. Un quarto ha invece ritenuto di astenersi, mentre il restante 10% circa si distribuisce sugli altri. Gli elettori di sinistra (Sel e Rc) scelgono in misura rilevante di astenersi. Tra gli elettori del Movimento 5 Stelle solo una parte minoritaria converge sul candidato di riferimento, mentre la maggioranza assoluta sceglie l’astensione.
[…]
Inoltre il successo di Virginia Raggi deriva da una evidente trasversalità. Da un lato la candidata pentastellata riesce a tenere gran parte degli elettori 5stelle alle politiche del 2013, dall’altro lato è in grado di attirare elettori dal centro, dal Pd e dalla sinistra. Giachetti non riesce a convincere davvero il proprio elettorato di riferimento che lo sceglie solo per poco più della metà.

http://www.corriere.it/amministrative-2016/notizie/elezioni-comunali-elettori-dem-infedeli-invece-m5s-pesca-dappertutto-ef9a322a-2c23-11e6-9053-0e7395a81fb7.shtm