youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LA POLITICA SCONOSCIUTA…

…di Virginia Raggi ha smosso Roma e il discorso sul metodo di amministrazione; protetta e attaccata dall'interno del Movimento (1), invisa alla stampa italiana (2), la neo-eletta sindaco della Capitale fa oscillare l'interpretazione del suo operato tra inesperienza (3) e doppia morale (5). Di fondo, un'oggettiva inspiegabilità (5).

(1) Virginia non si tocca. Evviva Virginia. «È il sindaco di Roma e ha tutta la mia fiducia». Dunque a casa "i gufi", il "fuoco amico" e tutti i detrattori.

Dopo settimane durissime, fra pianti, liti, gesti impulsivi e crisi di nervi, Virginia Raggi può sorridere. Ieri è venuto in suo soccorso direttamente Beppe Grillo, che sulle sacre pagine del suo blog ha teso la mano alla prima cittadina, chiedendo unità d’intenti a tutti gli altri. Chi ne esce sconfitta è la deputata Roberta Lombardi, che in mattinata aveva infiammato il dibattito politico, condividendo su Facebook un articolo-inchiesta de L’Espresso su Raffaele Marra, accompagnato da un post molto duro: «Qualcuno si è autodefinito "lo spermatozoo che ha fecondato il Movimento". Io penso che la definizione esatta sia "il virus che ha infettato il Movimento". Ora sta a noi dimostrare di avere gli anticorpi», invitando poi Raggi a pubblicare i pareri Anac sulle nomine in Campidoglio di Marra e Romeo.

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/09/16/la-raggi-dribbla-ancora-i-giornalisti-1.1573835
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(2) Si è votato 5 Stelle “per avere una giunta libera da qualsiasi ‘inciucio’ con qualsiasi establishment” (Flores d’Arcais). Allora: perché scegliere tecnici di area notoriamente vicini alla destra? I problemi ci sono: “Faide interne, direttive dei vertici pentastellati disattese, la giunta che si sgretola”. Basta errori. Niente verrà perdonato dai media. Soprattutto l’inesperienza. Penne affilate sono pronte a colpire: alla “dissimulazione disonesta preferiamo la bugia che è, sino ad oggi, l’unico atto di sincerità del Movimento 5 Stelle”. La dialettica al servizio del potere. Francesco Merlo è sempre pronto a colpire. Ma non il governo. Mai. A Renzi, tappeti rossi e inchini.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/10/m5s-a-roma-perche-la-stampa-si-accanisce-contro-il-movimento/3023204/
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(3) Lateralmente alle notizie sui guai del M5S a Roma – notizie esigue: il partito della trasparenza si conferma il più chiuso e occulto d’Italia – è nato un dibattito tra giornalisti e osservatori della politica intorno al loro significato per il senso di quel partito. Oggi, con un carico di sarcasmo, lo racconta un editoriale del Foglio, ma la sintesi dei due pensieri opposti è questa: quello a cui stiamo assistendo è un tradimento dei principi originali del M5S, tradimento che ne spiega gli attuali fallimenti? Oppure – altra corrente di pensiero – quello a cui stiamo assistendo è la esatta realizzazione della natura del M5S, messa di fronte ai suoi limiti, contraddizioni e velleità appena si è trattato di tradurli in pratica di governo “importante”?

http://www.wittgenstein.it/2016/09/07/il-cinquestellismo-reale/
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(4) Non fosse grottesca, la caduta dal pero di Virginia Raggi sull’attenzione dei reporter sarebbe paradigmatica*. Simboleggerebbe perfettamente, cioè, la doppia morale grillina per cui tu puoi permetterti di mandare a fare in culo per quasi un decennio chiunque non la pensi come te, utilizzando – nel nome di una investitura divina – qualunque tipo di agguato semantico, forzatura, invenzione, complotto. Senza chiedere scusa mai. Puoi abusare delle credulità popolare indicando obiettivi da sottoporre alla lapidazione in ogni luogo e in ogni blog. Puoi alludere alle prestazioni erotiche della Boldrini, dare della vecchia puttana alla Montalcini, sguinzagliare Iene di partito contro gli avversari politici. Ma quanto tocca a te, è linciaggio. O massacro. (cit. Fatto Quotidiano).

http://lucabottura.net/2016/09/13/una-pacata-opinione-sul-linciaggio-della-raggi-a-roma/

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(5) No, all’origine della crisi non ci sono scontri a livello nazionale tra esponenti come Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio o Roberto Fico, che non sembrano affatto essere in guerra tra di loro. Ritengo che la crisi dipenda da un conflitto tutto romano, cioè dal fatto che c’è un gruppo di persone vicine alla Raggi che non hanno mai digerito l’arrivo di tecnici e magistrati che sono stati fatti assessori e capi di gabinetto. E’ piuttosto l’effetto di questa crisi a essere nazionale, in quanto la politica dei Cinque Stelle oggi si identifica proprio con la volontà di dimostrare la capacità di governare Roma.
[…]E’ possibile che la giunta Raggi abbia infastidito chi, avendo potere, era abituato a trattare con la giunta comunale con maggiore capacità d’influenza. Queste persone potenti non possono essere però all’origine di questa crisi, che al contrario è stata tutta preparata nella cucina di M5s. I cinque che si sono dimessi erano stati scelti dal Movimento: Alessandro Solidoro in particolare era stato nominato un mese fa alla guida di Ama.

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2016/9/3/CAOS-ROMA-Polito-i-poteri-forti-sono-una-scusa-e-tutta-colpa-di-M5s/721601/

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