youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

IL RAZZISMO NEGLI U.S.,…

…nonostante la sua origine antica (1), è stato sottovalutato dal Presidente uscente Obama (2), ed è un problema di convivenza tra culture e tra generazioni (3); il primo giorno di presidenza di Trump sembra aver slatentizzato i riflessi dell'odio razziale (4). 

(1) «Il problema degli Stati Uniti, adesso e nel passato, è che questo è il prezzo che il paese paga per aver messo le sue fondamenta sulla schiavitù, per la complicità nel rapire la gente dall’Africa, portarla qui, renderla schiava, senza nessun programma per il loro benessere. Siamo un paese che è vissuto di pregiudizi razziali per intere generazioni. Cosa ci si aspetta da un paese nato così male? Quando succedono queste brutte cose, questi incidenti razziali, da bianchi nei confronti dei neri, e da parte dei neri che ora rispondono in modo violento, cosa ti aspetti da un paese che ritualmente è stato insensibile per centinaia di anni? È il prezzo che gli Stati Uniti dovranno pagare fino a quando quell’antipatia così profondamente radicata tra una razza e l’altra sarà finalmente smussata e la gente non la sentirà più».

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(2) Bianchi contro neri e neri contro bianchi. Cinquanta anni fa, gli Stati Uniti erano la culla della segregazione razziale. I “colored” avevano posti riservati sui bus, bagni separati dai bianchi e scuole per conto proprio. Ci furono leader carismatici (Martin Luther King, Malcolm X), manifestazioni di massa, forme di disobbedienza civile portate avanti dalla popolazione afroamericana. Fu il successo di queste (pagato al prezzo altissimo di repressioni, pestaggi e di violenze subite dai neri) a chiudere il capitolo della segregazione razziale. E quindi della disparità. “Tutti gli uomini sono stati creati uguali”, recita la Dichiarazione d’Indipendenza Americana. Però si è dovuto attendere la pronuncia della Suprema Corte (e arriviamo al 1968) per stabilire che posti sui bus, bagni, scuole e locali per soli neri non dovessero esistere più.
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Commentando l’uccisione degli agenti a Dallas, il presidente Obama - che era in viaggio in Europa, ha accorciato le sue visite istituzionali, per rientrare prima a Washington DC - ha detto che «gli Stati Uniti non sono divisi» e che «gli americani di tutte le razze sono giustamente indignati dagli ingiustificabili attacchi alla polizia». «Appunto - chiosa Mucci - Obama non ha visto, in questi fatti, che la radice è sempre la questione razziale. Ha dato una interpretazione miope: il 12% dei poliziotti americani è di colore, il capo della polizia di Dallas è di colore. Non è possibile ridurre quanto accaduto a Dallas o a Houston come una questione di scontro fra polizia e afroamericani, perché la polizia è fatta anche da questi ultimi. Non ha voluto inquadrare il vero problema. E probabilmente lo ha fatto per un calcolo politico: tacitare il problema in vista delle elezioni di novembre».

http://www.donnamoderna.com/news/mondo/houston-dallas-strage-razzismo-oggi-in-america

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(3) Eddie Glaude, preside della facoltà di studi Afro American a Princeton, nel saggio «Democracy in black» denuncia Obama: «Sotto la sua presidenza le comunità nere sono state devastate, ha offerto solo cerotti». Ethan Zuckerman, direttore del Mit Center for Civic Media, ricorda gli Anni 60, quando le Black Panthers, partito nero armato, seguivano la polizia, fucili in pugno, pronti ad aprire il fuoco contro gli abusi. Finì con la repressione delle Pantere Nere, tra galera, droghe, irrilevanza politica, mentre la leadership nera moderata conquistava responsabilità, fino alla Casa Bianca.

Oggi il maggior numero di cittadini bianchi americani ha 55 anni di età, tra i cittadini afroamericani solo 24. Maturi e ragazzi, due prospettive di vita, due economie, due culture, lambite appena da sport, cultura di massa, consumi. Trump vuole essere eletto facendo leva sul risentimento bianco, Clinton prova a mediare tra razze ed etnie, potrebbe essere l’ultimo tentativo prima della deflagrazione. Philando Castile a St. Paul e Emmanuel Chidi Namdi a Fermo, ci hanno ricordato, cadendo nelle stesse ore, quanto il «Sogno» del reverendo King sembri stravolgersi in incubo nel nostro mondo, presunto tollerante.

http://www.lastampa.it/2016/07/08/esteri/la-polizia-uccide-un-altro-nero-america-lincubo-in-diretta-s38IABS7AsR1t70UlTdceI/pagina.html

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(4) A collection of tweets about racist episodes POC are facing now that Trump is our President Elect

https://twitter.com/i/moments/796417517157830656

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