IL RIPIEGAMENTO…

…sulla strategia del terrore inizia a dare i primi segnali di efficacia (1), inclusione e accoglienza acquisiscono in questo scenario un'importanza che va ben oltre gli slogan (2).

(1) Europa e Italia devono considerarsi in guerra e sotto assedio: è la percezione nutrita dal 75,6% dei cittadini secondo la rilevazione, effettuata all’indomani della strage ai mercatini di Natale nella capitale tedesca. La paura di un attacco terroristico in Italia è assolutamente trasversale per le classi di età (giovani, adulti e anziani). Qualche differenza, invece, analizzando l’area territoriale: la paura maggiore sembra essere avvertita al Sud (78,1%) e nelle realtà regionali del Nord Ovest (74,8%). Inoltre, per 8 individui su 10 del campione (81,6%) occorrono maggiori controlli interni per garantire più sicurezza e il 60,8% si spinge a ritenere necessaria la chiusura delle frontiere del nostro Paese per non far giungere nuovi immigrati dai paesi a maggiore «vocazione terroristica».

http://www.lastampa.it/2016/12/26/italia/cronache/il-terrorismo-fa-paura-sei-milioni-di-italiani-a-fine-anno-rinunciano-alla-vacanza-fuori-casa-SAHyBltLvhvXrPVwwWDfoN/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

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(2) “Assurdo e gratuito” contestare le politiche di accoglienza dei profughi dopo la strage di Berlino. Bisogna invece costruire ponti e restare uniti.

L'arcivescovo di Berlino Heiner Koch, intervistato oggi da Avvenire, sottolinea come "specialmente ora, dopo questo terribile attentato, non possiamo permetterci di essere divisi, di scagliarci gli uni contro gli altri, di accusarci a vicenda. Dobbiamo - e dovremo - vivere insieme a Berlino. Tutti, islamici, ebrei, cristiani, atei, stranieri, tedeschi, rifugiati, berlinesi".

http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/l-arcivescovo-di-berlino-accoglienza-non-c-entra-col-terrorismo.html

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