youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

IL NUOVO CONNUBIO GEOPOLITICO…

…tra Putin e Trump nasce per controllare Siria e Iran (1), con una consenziente deroga sui diritti umani (2).

(1) Putin e Trump vi si assoceranno? Trump lo vorrebbe, ma evitando di condividere l’offensiva anche con le milizie iraniane e libanesi e di avallare di fatto la permanenza al potere di quell’esecrato autocrate. Resta poi l’incognita del negoziato su cui stanno lavorano Mosca, Teheran e Turchia.

In Siria, la cruenta resa di Aleppo dopo sei anni di devastante guerra civile offre un velenoso viatico per il futuro del paese. Bashar al-Assad lo deve temere non solo perché ha vinto solo grazie a Putin e all’asse iraniano-libanese (Hezbollah) ma anche perché di quell’asse avrà assoluto bisogno – e dovrà pagarne il conto – sia per consolidare il controllo della cosiddetta “Siria utile”, sia per liberare il resto del paese dall’ISIS e dallo stormo delle altre milizie jihadiste, che in odio al suo stragismo si sono riversate nel paese.
[…]
In questo contesto di incertezze non possiamo dare per scontato che la sconfitta militare dell’ISIS e degli altri gruppi del terrore, pur molto importante, sia alle battute finali; anche perché molto dipenderà dal se e dal come l’alleanza Trump-Putin contro il terrorismo funzionerà. E soprattutto se tale sconfitta contribuirà, di per sé, a scalfirne le cause più profonde. Temo di no, anche perché non è alle viste una vincente strategia in proposito e del resto Trump non sembra volervisi impegnare, tanto meno associandosi col mondo islamico.

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/il-medio-oriente-che-verra-dopo-lis-la-pace-e-ancora-lontana-16149?platform=hootsuite
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(2) Sempre a livello internazionale, c’è poi il fattore Trump: sia Erdogan che Putin hanno pubblicamente accolto positivamente l’elezione dell’ousider Repubblicano alla Presidenza americana. Per il califfo di Istanbul, Trump significa ottenere alcune garanzie previste dal sistema Nato, senza la pressione sul rispetto dei diritti umani e del sistema democratico. Per Putin, quindi, Trump è un Presidente che – in nome della guerra al terrorismo islamista – intende rendere la Nato una struttura secondaria.
[…]
L’IDILLIO DURERA’ A LUNGO? – Il punto sta tutto qui. Ad oggi, infatti, non è possibile delineare alcun tipo di alleanza strategica in Medioriente. Nonostante le convergenze e l’alleanza militare, anche quella fra Mosca e Teheran, ad esempio, non è ancora un’alleanza stabile e omogenea. Lo stesso vertice a tre organizzato a Mosca poco dopo la morte dell’Ambasciatore Karlov, ha visto la Russia, la Turchia e l’Iran, essere concorsi solamente su vaghi principi quali l’integrità della Siria, qualcosa già in sostanza inesistente sulla mappa.

http://www.ilcaffegeopolitico.org/50680/lescalation-delle-relazioni-tra-turchia-e-russia
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