youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

NEL CASO MONTEPASCHI…

…emerge un'esigenza di chiarezza, che mira ai nomi dei primi 100 debitori (1) ma rischia di oscurare le responsabilità dei decisori (2).

(1) I costruttori romani Mezzaroma hanno un problema: alla loro holding sono state protestate 111 cambiali per milioni di euro da maggio fino a ieri. Ma chi rischia un bagno di sangue per averli copiosamente affidati? Banca Monte dei Paschi. Al Comune di Colle Val d’Elsa (Siena), stabile roccaforte del centrosinistra, si è aperto un buco (nei bilanci) per il fallimento di una costosa iniziativa immobiliare. A pagarne il prezzo maggiore, però, è chi l’ha finanziato: Mps.
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Storie di soldi che evaporano e di vicende paradigmatiche che hanno contribuito ad affondare la banca. Certo, occorre distinguere tra sofferenze vere, incagli, crediti ristrutturati eccetera. E poi tra debitore e debitore. Ma, in sostanza, cambia solo la quantità di soldi persi.

http://www.corriere.it/economia/17_gennaio_10/ecco-chi-sono-debitori-monte-paschi-23ac5820-d775-11e6-94ea-40cbfa45096b.shtml
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(2) In particolare, un utile capro espiatorio potrebbe essere costituito dai primi 100 debitori in sofferenza che “sicuramente” costituiscono dei perfidi approfittatori a cui chiedere conto del dissesto dell’istituto e avrebbero la conveniente caratteristica di essere relativamente pochi, facilmente individuabili e, verosimilmente, diversi da noi e dai politici per i quali simpatizziamo.
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Dove andrebbe allora indirizzata la legittima indignazione di chi troppe volte è costretto a saldare il conto della cattiva gestione pregressa?
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Un bel documento sintetico, indicante le dieci o venti scelte manageriali più esecrabili, ordinate per importo di valore distrutto con l’indicazione di tutti i soggetti interni ed esterni coinvolti, inclusi consulenti e autorità che avrebbero dovuto vigilare, sarebbe moto utile per comprendere le reali responsabilità del dissesto.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/10/mps-altro-che-i-cento-debitori-fuori-i-nomi-di-chi-ha-permesso-i-finanziamenti/3306741/

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