youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

RIPARTIRE DAL LAVORO…

…è il rilancio del Sindacato (1), ma la battaglia contro i voucher rischia di essere controproducente (2) oltre che foriera di confusioni (3).

(1) Bene, quella che Serra chiama la sinistra del No, No, No si è già prounciata, ha detto Sì, tre volte quanti sono i quesiti referendari. Si è impegnata a battersi in Parlamento perché venga approvata la Carta dei diritti universali del Lavoro. Ricordiamo a Serra che la raccolta delle firme è stata preceduta da una consultazione straordinaria degli iscritti Cgil: in soli due mesi si sono svolte 41.705 assemblee. Se Pisapia vuole unire le “sinistre fuori dal Pd” e “dialogare con Renzi” parta dai quesiti referendari della Cgil, dica Sì. Ne faccia la base per riaprire un “contatto” con i Democratci, con la minoranza Pd in primo luogo che ancora non si è fatta viva.

http://www.jobsnews.it/2016/12/ce-una-sinistra-che-dice-si-si-si-ma-serra-repubblica-pisapia-la-ignorano-a-primavera-ci-saranno-tre-referendum-sul-lavoro-e-i-diritti-la-cgil-ha-anche-presentato-una-proposta-di-legge/
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(2) Il sistema dei voucher era nato per lavoretti occasionali nei campi e/o con le famiglie o per prestazioni particolari non riconducibili ad un rapporto di lavoro vero e proprio, nel campo della cultura, dello sport e nell’associazionismo. Se utilizzato in questi campi il voucher è un meccanismo semplice che non “offende la dignità delle persone” ma anzi darebbe una minima copertura assicurativa a studenti, per non essere solo sulle spalle della famiglia e a pensionati che ricercano un arrotondamento al loro magro reddito.

http://www.unita.tv/opinioni/cara-camusso-che-cgil-vorrei/
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(3) "Come Spi-Cgil ricorriamo all'uso dei voucher per pagare il servizio ad alcuni pensionati che, uno o due volte la settimana, ci aiutano in prestazioni quasi di carattere volontario; ad esempio fanno accoglienza nelle sedi periferiche. Si tratta di pagamenti all'incirca di 100 euro al mese che non possiamo versare in nero. Purtroppo i voucher sono gli unici strumenti di cui abbiamo a disposizione. Se, per fortuna, dovessero venire aboliti bisognerà trovare altri tipi di strumenti per remunerare queste prestazioni occasionali.

http://www.spi.cgil.it/voucher_pensionati
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