IL PROGETTO CHE PISAPIA…

…coltiva da diversi mesi (1), che vede la propria realizzazione nell'Unione di un variegato Centrosinistra (2), si scontra con le resistenze di MDP (3), creatura oscillante tra nuove speranze (4) e vecchi schemi (5).
(1) L’ex sindaco di Milano, spieghiamo su Left, tiene molto alla sua immagine di federatore. E vuole lasciare a Renzi la responsabilità di un eventuale fallimento. Ma il centrosinistra di cui parla Pisapia – è la novità di questi ultimi giorni – non è affatto detto che tenga dentro il rottamatore. Un po’ perché passare per stampella di qualcuno non è certo piacevole, un po’ perché la legge elettorale non è affatto detto che prevederà le coalizioni, tant’è che Renzi per il momento ha fatto trapelare solo l’offerta, destinata a Pisapia e ai suoi (molti dei quali ex Sel), di qualche posto nelle liste del Pd, che potrebbe così raccontarsi ancora come il partito di tutto il centrosinistra, dicendo che altra sinistra non esiste.

https://left.it/2017/03/19/da-pisapia-a-podemos-dove-vanno-le-sinistre/

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(2) Già, “Insieme” doveva chiamarsi la nuova Cosa a sinistra del Pd. Almeno secondo Giuliano Pisapia, che generosamente ha cercato di unire partiti, gruppi, gruppetti, personalità varie intorno a un tavolo in vista di un qualcosa che “parlasse” e magari contribuisse a modificare la linea del Pd.
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La storia dell’abbraccio di Pisapia alla Boschi, in sé penosa, è però rivelatrice della insofferenza perfino “fisica” che gli Mdp provano per il Pd, qualcosa di qualitativamente diverso dalla normale polemica politica (ieri si è vista la fatica di Bersani di riportare la vicenda su un piano politico dopo le isterie dei suoi seguaci): Fratoianni, per esempio, è molto più politico nel rimarcare la sua distanza da Renzi. E sinceramente Sinistra italiana, novella Democrazia Proletaria, pare tutto sommato più onesta e sincera di quegli altri.

http://www.unita.tv/opinioni/insieme-a-te-non-ci-sto-piu/

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(3) A questo punto la decisione finale – fare o no un soggetto riformista alternativo al Pd – è rinviata a settembre, ma Giuliano Pisapia confessa di sentirsi sollevato dopo l’annullamento del previsto incontro con Mdp: «Se ci fossimo incontrati in queste ore avremmo rischiato di litigare, invece così possiamo riflettere sul da farsi…». Ma l’annullamento dell’incontro con Roberto Speranza, lo ha deciso proprio Pisapia e dunque non è affatto detto che nelle prossime settimane tutto si risolva in un abbraccio tra le due anime di quest’area, quella con una vocazione di governo che fa capo all’ex sindaco di Milano e quella da “Rifondazione-Ds” che fa capo a Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema ed Enrico Rossi.

http://www.lastampa.it/2017/07/25/italia/politica/lo-stop-di-pisapia-serve-una-formazione-riformista-non-un-fronte-del-no-vwxSxUnLlvSeCDXYxqY7YK/amphtml/pagina.amp.html

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(4) MDP sia motore di questo progetto, proceda come ha fatto in questi mesi e abbia come obiettivo l’intercettazione delle elettrici e degli elettori, non dei leader sparsi. Il motivo è semplice: le persone da convincere, che hanno lasciato il PD per esempio, sono fuggite da una deriva personalistica, leader-centrica. Queste persone chiedono di poter aderire a un progetto comune, e di tornare a sentirsi parte di una comunità politica. Riproporre schemi già visti non aiuterà nessuno.
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L’ultimo sondaggio disponibile, per quanto da prendere con le dovute cautele, dà MDP al 6%. Un risultato forse molto ottimistico, ma certamente non irrealistico. MDP può costruire un consenso ampio, per aspirare a diventare una sorta “Die Linke” italiana (per la portata del consenso), ma di ispirazione socialdemocratica. Cosa assai necessaria e che imporrà anche al PSE una riflessione al suo interno.

http://formiche.net/blog/2017/07/25/riflessioni-sparse-sulla-sinistra-mdp-sia-forza-egemone/

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(5) Sì perché l’ex sindaco vorrebbe un soggetto più «fluido», aperto a chiunque voglia farsi coinvolgere. E invece gli scissionisti del Pd la pensano in tutt’altro modo. Hanno addirittura già deciso di fare le parlamentarie per scegliere i candidati alle elezioni politiche. Forti della loro presenza organizzata nel territorio, sono convinti che così faranno la parte del leone nella preparazione delle liste. La proposta è invece poco gradita a Pisapia perché teme che in questo modo sia impossibile candidare personalità non di partito, sprovviste di truppe cammellate.

http://www.corriere.it/politica/17_luglio_26/rabbia-dell-ex-sindaco-piasapia-campo-progressista-79446c3a-7169-11e7-97e0-849a9c15ef13.shtml