youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

GLI ATTENTATORI DI BARCELLONA E CAMBRILS…

…non sono giovani islamici radicalizzati, ma giovani radicali islamizzati (1), precocemente affiliati allo jhadismo (2), che grazie alla propria giovane età hanno potuto agire indisturbati nel tempo (3) e dotarsi di un'organizzazione sofisticata (4). Il contesto, la Catalogna, ha una soglia di percezione del pericolo alta (5), nonostante segni evidenti di un fermento estremista (6). Lo jihadismo europeo è una banda sfumata del nucleo sub-sahariano (7), ed è spinto da ragioni psico-sociali più che politiche (8).


(1) #Giovani radicali islamizzati, e non giovani #islamici radicalizzati; cresciuti nell'odio per una #civiltà che li ha sottilmente esclusi. Spunti da Antonio Polito su Il Corriere della Sera.

«Così come la biografia di questi terroristi fai-da-te, di solito seconda generazione di immigrati, gente che fino a poco tempo fa ai turisti si mescolava, faceva la loro vita, e ha imparato ad odiarla fino a volerla distruggere, per frustrazione o per senso di colpa. Viene in mente il giudizio di Oliver Roy, il sociologo francese: questi ragazzi non sono l’Islam che si radicalizza, che ce n’è già tanto, ma giovani radicali che si islamizzano.»

http://www.corriere.it/opinioni/17_agosto_19/noi-turisti-comunque-54627926-844b-11e7-b6d5-ef8089a81d10_amp.html

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(2) I ricercati per l'#attentato di #Barcellona sono molto #giovani, precocemente affiliati allo #jihadismo. Spunti su L'Espresso.

«Nel mirino dell'antiterrorismo ora ci sono soprattutto quattro super-sospettati, di cui il quotidiano El Pais ha pubblicato le foto segnaletiche: oltre a Moussa Oukabir, che però potrebbe essere morto a Cambrils, gli altri ricercati sono Said Aalla, nato il 25 agosto 1998 a Naour, in Marocco; Mohamed Hychami, 24 anni, e Younes Abouyaaqoub, 20 anni, entrambi marocchini di Mrirt, ma residenti da tempo a Ripoll.»

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2017/08/18/news/barcellona-ecco-cosa-sappiamo-dell-attentato-1.308235/amp/

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(3) Gli autori degli #attentati sono molto #giovani, età ideale per non avere attenzione dell'#antiterrorismo nonostante evidente #jihadismo. Spunti su Ansa.

«Moussa è solidale con la Siria, pubblica anche la foto di un uomo con casco a bordo di una moto e armato con un fucile. Su Twitter non manca di lanciare strali contro gli infedeli, che lui, dice, "ucciderebbe". Ma è troppo giovane per finire nelle maglie dell'antiterrorismo. Secondo le ultime informazioni sarebbe rimasto ucciso a Cambrils insieme ad altri quattro terroristi. Se fosse stato catturato, per il massacro di Barcellona avrebbe rischiato una pena massima di 10 anni, da scontare in un centro minorile. Insomma, forse il killer perfetto, lui e i suoi amici, pronti a essere sacrificati da un Isis oramai allo sbando e sconfitto militarmente in Medio Oriente.»

http://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2017/08/18/barcellona-la-cellula-dei-terroristi-ragazzini-_a3feaa9d-55ae-4600-a58c-599c11b07457.html

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(4) Gli #attentati a #Barcellona e #Cambrils inducono a pensare a un livello di organizzazione superiore a quello dei #lupisolitari. Spunti da Alberto Custodero e Paolo Gallori su La Repubblica.

«"L'ipotesi attualmente allo studio della polizia - ha affermato - è che i terroristi stessero preparando da tempo uno o più attentati orbitando intorno alla casa di Alcanar" saltata in aria mercoledì scorso. Lì la cellula, secondo la pista investigativa, preparava il materiale esplosivo da utilizzare negli attacchi. La deflagrazione avrebbe privato la cellula di quelle bombole di gas adattate a bombe, costringendola a rivedere il suo piano.
[…]
La polizia è ancora al lavoro per determinare l'esatto numero dei componenti della cellula, che potrebbe aver contato tra i 9 e i 12 affiliati. Considerando i 5 terroristi uccisi a Cambrils, i 4 arrestati (tre di nazionalità marocchina e uno spagnolo) e l'autista del furgone, se ancora in fuga e non tra i terroristi uccisi a Cambrils. La polizia catalana è alla ricerca di quattro fuggitivi: oltre a Moussa Oukabir, Mohamed Hychami, Younes Abouyaaqoub e Said Aallaa.»

http://www.repubblica.it/esteri/2017/08/18/news/attentati_a_barcellona_e_cambrils_collegati_opera_di_unica_cellula-173282458/amp/

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(5) È nella profonda #Catalogna, tra #Ripoll e #Alcanar, che lo #jihadismo salafita si è dato un'#organizzazione. Spunti su Lettera43.

«Le indagini della polizia puntano verso due basi arretrate dei terroristi nella Catalogna profonda, dove è forte l'influenza dell'estremismo salafita nell'importante comunità marocchina della regione, che conta 200 mila persone.
[…]
A Ripoll, 10 mila abitanti, si sarebbe formata la cellula attorno a Moussa e al fratello Driss. Lì abitavano sei dei presunti membri. Tutti marocchini, giovani, fra 17 e 34 anni, senza precedenti per terrorismo, finora sfuggiti al radar della polizia. Ad Alcanar c'era la base operativa della cellula, dove preparavano ordigni esplosivi per colpire a Barcellona.»

http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/08/18/attentati-in-spagna-le-cose-da-sapere/213041/

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(6) Gli #attentati a #Barcellona e #Cambrils nascono da un contesto (la #Catalogna) in cui lo #jihadismo ha messo radici da tempo. Spunti da Lorenzo Bernardi su Formiche

«Partiamo dai numeri. “Il 33,3% dei soggetti condannati in Spagna per crimini collegati al terrorismo jihadista fra il 1996 e il 2013 sono stati arrestati in Catalogna – si legge – Il 28,6% nella provincia di Barcellona. Inoltre il 30,6% erano residenti nella Comunità Autonoma (23,5% nel capoluogo)”. In anni recenti, la situazione si è aggravata. “Se consideriamo gli arresti fra il 2004 e il 2012, la percentuale sale rispettivamente al 37,5% e al 35,7%. Inoltre, quattro condannati su 10 per attività terroristica jihadista durante quel periodo operavano in Catalogna”.
[…]
Con il declino di Al Qaeda e l’arrivo dell’Isis, l’attività terroristica, pur subendo vari colpi, non si è fermata. L’8 aprile 2015 è stata scoperta una cellula dello Stato Islamico intenzionata ad attaccare proprio la Catalogna e a partire dal 2013 si sono svolte varie operazioni anti-terrorismo finalizzate allo smantellamento dei network jihadisti con base in Siria e in Iraq. “Il 35,3% dei sospetti sono stati arrestati in Catalogna, e quasi il 40% di loro qui risiedeva” sottolinea il think tank spagnolo.»

http://formiche.net/blog/2017/08/18/catalogna-jihadismo-spagna/
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(7) Lo #jihadismo deve essere compreso a partire dal suo #core, che contiene #ragioni e #strategie. Spunti da Umberto Giovannangeli su Ytali.

«L’obiettivo politico primario dell’al-Shabaab è quello di colpire le autorità centrali di governo e le forze militari straniere di sostegno e assistenza, cercando di dimostrarne la debolezza e la vulnerabilità agli occhi della popolazione.
[…]
Dunque, nel prossimo futuro è lecito aspettarsi un aumento delle azioni ostili non solo verso Somalia e Kenya, ma anche contro Uganda, Etiopia e Tanzania, tutti paesi che collaborano attivamente nella lotta al terrorismo e dove sono forti le partnership e gli interessi occidentali.»

https://ytali.com/2017/08/18/e-intanto-lislam-radicale-va-alla-conquista-dellafrica/
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(8) Lo #jihadismo europeo nasce dal #risentimento verso un #Occidente sottilmente esclusivo. Spunti da Romolo Damiano su Brescia Oggi.

«È un copione che si ripete tragico come la sigla cui si richiama, l’Isis. Ma cosa sanno questi portatori di morte di Califfato o di al Baghdadi? Poco, forse nulla, perché il terrorismo è come una medaglia a due facce: c’è quella politica e militare dei miliziani vestiti di nero che combattono in Siria e in Iraq, e quella fideistica che si nutre di rabbia e di esclusione e che è cresciuta nelle periferie degradate di alcune capitali europee.
[…]
Sono carichi di rabbia, di delusione e non hanno ideali se non quello di terrorizzare e distruggere i simboli di quell’Occidente che ha accolto i loro genitori, ma che li ha molto spesso isolati dentro un coacervo di pulsioni fatte di invidia e risentimento.»

http://www.bresciaoggi.it/home/spazio-lettori/blog/editoriale/il-terrorismodopo-le-ideologie-1.5901533
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