youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

IL VERTICE DI PARIGI SULLE MIGRAZIONI…

…mostra i nazionalismi più o meno sottili di Francia, Germania e Italia. Da un lato la Germania critica il sistema-Dublino, dall'altro la Francia preferirebbe agire su Schengen (1); l'Italia cerca di ritagliarsi il ruolo di ago della bilancia (2) in una regione, quella sub-sahariana, in cui sono fitti e intrecciati gli interessi europei. Il vertice ha formalizzato la strategia dell'abbassare a sud il fronte migratorio (3), chiudendo così l'ultimo canale migratorio aperto, quello del Mediterraneo Centrale (4); sancisce, di fatto, la gestione che in Libia è stata già messa in atto dopo da parte dei miliziani che dallo scenario sono state scansate le ONG, di dubbia coerenza con i Diritti Umani (5).





(1) Il #vertice di #Parigi è un'occasione di confronto tra #Francia e #Germania, nel nuovo scenario dell'#UE delle #nazioni. Apertura a #Italia e #Grecia. Spunti da Flavia Perina su Linkiesta.

«[…] è da lei, dalla signora Merkel, dalla Cancelliera Merkel – anzi, dall'odiata Cancelliera Merkel – che arrivano le parole più incoraggianti e attese sull'emergenza migranti. «Tutti in Europa devono accettare – ha detto in un'intervista alla Welt am Sonntag – che il vecchio sistema-Dublino non è sostenibile. Non può essere che Grecia e Italia debbano sopportare da sole tutto il carico, soltanto a causa del fatto che la loro posizione geografica è tale che i profughi arrivano da loro».
[…]
La linea di Macron è molto precisa. Conservare Dublino e magari rendere più flessibile Schengen, cioè l'accordo sulla libera circolazione delle persone, per dar modo a Parigi di isolarsi nelle sue frontiereinvocando le esigenze di sicurezza nazionale in particolare nei confronti dell'Italia, “accusata” di controlli-colabrodo e di inadempienze nel rimpatrio dei clandestini.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/08/28/europa-e-migranti-il-futuro-si-chiama-merkel-non-macron/35325/

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(2) L'#Italia si ritaglia il ruolo di ago della bilancia nell'influenza di #Germania e #Francia in #Africa. Spunti da Gianandrea Gaiani su Analisidifesa.

«Una recente intesa tra Germania e Francia prevede di rafforzare le dotazioni militari di Niger, Mali, Mauritania, Burkina Faso e Ciad che hanno costituito una forza regionale il cui quartier generale è in costruzione a Niamey. Il ruolo dell’Italia nel Sahel è quindi utile a bilanciare la tradizionale influenza francese e quella crescente tedesca in una regione dove alle rivalità tra le “potenze” europee si affiancano le minacce alla sicurezza.»

http://www.analisidifesa.it/2017/08/vertice-di-parigi-se-il-realismo-italiano-convince-merkel-e-ammorbidisce-macron/

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(3) Il #vertice di #Parigi ha formalizzato e rinforzato la #strategia di abbassamento del #confine delle #migrazioni sotto al #Sahara. Spunti da Vanessa Tomassini su Notizie Geopolitiche.

«All’incontro hanno preso parte oltre a Francia, Italia, Germania e Spagna, i leader di Niger, Ciad e Libia, paesi attraversati dalle rotte migratorie dall’Africa verso l’Europa. Presente anche l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri Federica Mogherini.
[…]
Tra le cose su cui si metterà mano vi è appunto la creazione di campi in Ciad e Niger dove già lì si farà in base alle liste Unhcr la distinzione fra profughi con diritto di chiedere asilo e migranti economici; vi sarà poi un maggior impegno nella lotta ai trafficanti con anche la presenza di militari sul posto, cosa voluta in particolare da Macron; si è pensato poi ad un sostegno economico per Ciad, Niger e Libia sia per il tessuto economico-sociale che per l’acquisto di mezzi necessari a sorvegliare le frontiere e a gestire i migranti.»

http://www.notiziegeopolitiche.net/vertice-a-sette-alleliseo-tutti-daccordo-per-fermare-i-flussi-migratori/

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(4) Il #vertice di #Parigi sulle #migrazioni chiude l'ultimo canale, quello del #Mediterraneo centrale, delegando ai governi subsahariani. Spunti da Filippo Miraglia su Huffington Post.

«Il summit a Parigi (doveva tenersi in Italia ma, evidentemente, gli interessi economici in Africa continuano a sollevare problemi di leadership, che si risolvono sempre con l'Italia perdente) non ha nulla di nuovo e nulla di buono.
[…]
Abbiamo fermato i siriani, gli iracheni e gli afgani prima che potessero arrivare in Europa e chiuso la rotta balcanica. Così i profughi di quei paesi non vengono più a disturbare le nostre campagne elettorali.
[…]
In compenso però chiediamo a Unhcr e Oim di aprire campi per profughi in Libia, da dove far arrivare i "veri" rifugiati, quelli già selezionati e riconosciuti.»

http://m.huffingtonpost.it/amp/filippo-miraglia/il-summit-del-vergognoso-fermiamoli-a-casa-loro_a_23188964/

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(5) Tolte dallo scenario le #ONG, in #Libia sono diventate operative forme succedanee di gestione delle #migrazioni, come la #Brigata48. Spunti da Giuseppe Frangi su Vita.it.

«In sostanza chi ieri si arricchiva partecipando al business dei barconi, oggi invece lavora con i guardiacoste del leader libico Fayez al Sarraj, che ha interesse a fermare i flussi, grazie ai finanziamenti che arrivano dall’Italia e dall’Unione Europea. Il gruppo, secondo le fonti di Reuters, gestisce anche un centro di detenzione per i migranti che vengono intercettati e di fatto catturati.»

http://www.vita.it/it/article/2017/08/24/qual-e-il-prezzo-della-fine-dei-flussi/144303/