youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LA NUOVA LINEA INTERVENTISTA DI TRUMP…

…in politica estera (1) ravviva i conflitti (2) e sposta gli equilibri politici, riconfigurando la sua politica interna destrorsa da xenofoba e isolazionista (3) a capitalistica (4) e militare (5).



(1) L'aumento del contingente #militare degli #US in #Afghanistan è diagnostico di un #cambiodirotta di #Trump in #politicaestera. Spunti da Gianni Rosini su Il Fatto Quotidiano.

«Una situazione dovuta all’incapacità del governo di Kabul di arginare l’avanzata Taliban nel Paese, con il gruppo armato che controlla o si contende con il governo centrale circa il 40% del territorio nazionale. Ma anche al comunicato della missione della Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) che ascrive l’attentato di inizio agosto nel villaggio di Mirzawalang, nella provincia settentrionale di Sar-e-Pol, a un’azione congiunta di Taliban e Stato Islamico, una novità che ha messo in allerta i servizi di sicurezza afghani e americani.
[…]
Così, con un governo dalla forte influenza militare e la necessità di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle debolezze interne, la Casa Bianca ha cambiato il proprio atteggiamento in politica estera. Tornata allo scontro con la Russia e rinnovato quello con l’Iran riguardo alle sanzioni, portata la tensione con la Corea del Nord a livelli senza precedenti negli ultimi anni, Trump ha deciso di rafforzare la presenza in Afghanistan, Paese dove gli Stati Uniti combattono una guerra contro il terrorismo che va avanti dal 2001, dopo gli attacchi dell’11 settembre.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/22/afghanistan-donald-trump-inverte-la-marcia-piu-uomini-e-resteremo-fino-alla-vittoria/3808711/amp/

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(2) Dura la #reazione dei #talebani all'invio di #truppe degli #US in #Afghanistan. Spunti su TGcom24.

«"Se l'America non ritira le sue truppe, presto l'Afghanistan diventerà il cimitero di questa superpotenza nel 21esimo secolo", ha affermato il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid.»

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/talebani-contro-trump-l-afghanistan-sara-il-cimitero-degli-usa-_3090255-201702a.shtml

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(3) Il rinnovato #interventismo di #Trump in #Afghanistan e il conseguente favore all'#industria #militare cela una scelta #politica ed economica. Spunti da Federico Rampini su Repubblica.

«Una volta esposti alla luce del sole - e non rinnegati dal presidente stesso - i legami fra Trump e l'estrema destra razzista, diversi esponenti del capitalismo americano si sono trovati in difficoltà. La destra economica ha sposato da tempo la società multietnica, trovarsi a fianco del Ku Klux Klan è inaccettabile per tante ragioni: non foss'altro perché nella propria forza lavoro e nel pubblico dei consumatori quell'estremismo è impresentabile. Del resto, fu proprio il capitalismo nordista a sconfiggere il Sud schiavista nella guerra civile... La storia ritorna.»

http://rampini.blogautore.repubblica.it/2017/08/17/le-due-destre-capitalismo-e-kkk/

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(4) Il potenziamento della presenza degli #US in #Afghanistan denota uno spostamento dell'asse degli #equilibripolitici verso le #lobby #militari. Spunti su L'Indro.

«Decisione presa, ha sottolineato, ‘inchinandosi’ ai consigli dei suoi funzionari militari, che, come previsto, dopo l’uscita di scena di Steve Bannon hanno ricondotto il Presidente su di una linea di politica estera e militare tradizionale.
[…]
Una svolta nella politica estera di Donald Trump sottolineata da tutti gli analisti politici, un successo per le lobby militari e soprattutto per l’industria militare. Con l’annuncio di questa notte l’intervento militare in Afghanistan potenzialmente non ha più un orizzonte di conclusione, i costi stellari dell’intervento militare americano nel Paese si potranno dilatare all’infinito.»

http://www.lindro.it/afghanistan-trump-rilancia-ed-pronto-trattare-talebani/

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(5) Il #cambiodirotta di #Trump in #politicaestera si accompagna a un incremento del #potere decisionale dei #comandanti in prima linea. Spunti da Marco Valsania su Il Sole 24 Ore.

«Il presidente ha inoltre affermato che in futuro i comandanti in prima linea avranno maggior potere decisionale su obiettivi e azioni. Gli Stati Uniti “non diranno dove e quando attaccheranno ma attaccheranno”, ha aggiunto.
[…]
[…] la destra nazionalista e populista che e' parte integrante dell'elettorato si Trump e fa capo all'estromesso ma tuttora influente strategist Steve Bannon da sempre attacca gli interventi in Afghanistan e Iraq e quelle che definisce le correnti “globaliste” nell'amministrazione. Una parte della base di Trump, insomma, potrebbe sentirsi tradita dalla nuova strategia.»

http://amp.ilsole24ore.com/pagina/AEwgjtFC

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