youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LE POLITICHE DI ACCOGLIENZA…

…dei migranti sono fondate su una visione che frammenta il fenomeno (migranti politici vs economico, centri governativi vs terzo settore, adesione volontaria vs coatta ecc.) (1) e crea vuoti istituzionali gravi, sia per i migranti che per gli operatori (2). È necessario ricostruire la base di solidarietà organica partendo dalla costruzione di una visione comune a livello europeo (3) fino alla tessitura di una rete coordinata tra imprese e prefettura (4), come a Torino. Il suicidio del migrante a Milano (5), lo sgombero di via Curtatone a Roma (6) e ancora lo sgombero di piazza Indipendenza (7) sono epifenomeni delle grosse difficoltà di dare senso alle migrazioni attraverso una progettualità condivisa.




(1) Il passaggio tra prima e seconda #accoglienza è fumoso e frammentato, questo disintegra i percorsi e vanifica gli sforzi.

«Parallelamente alle politiche migratorie, si realizza nel nostro Paese un sistema di accoglienza che vede al centro la rete degli enti locali che realizza progetti di 'accoglienza integrata' sul territorio: il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).

Per attivare il sistema, gli enti locali possono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione dal ministero dell'Interno attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Con questo strumento, vengono assegnati contributi in favore degli enti locali che presentino progetti destinati all’accoglienza per i richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria.»

http://www.interno.gov.it/it/temi/immigrazione-e-asilo/sistema-accoglienza-sul-territorio

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(2) Il sistema di #accoglienza è diviso in segmenti privi di #solidarietàorganica, questo rende le #migrazioni un problema sociale, economico e umanitario. Spunti da Foundation for Africa su Marisdavis.com.

«Per poter pagare i fornitori, gli stipendi e sostenere le spese, in attesa del trasferimento di fondi, l'ente centrale suggerisce alle strutture che hanno necessità, di accedere al prestito delle banche i cui interessi sono molto alti. Ovviamente questi interessi non vengono aggiunti alla somma stanziata con il progetto iniziale, per cui tocca rimodulare i piani finanziari per far quadrare i conti, e questo significa, talvolta, abbassare il livello di qualche servizio offerto.
[…]
La deriva ultima del sistema è il subappalto, cooperative che vengono remunerate con i 35 euro al giorno per migrante, li trasferiscono a loro volta ad altri centri che li tengono per 20-25 euro al giorno. Come fossero merce di scambio. Su quest'ultimo aspetto è necessario aumentare i controlli.»

http://marisdavis.com/index.php?option=com_content&view=article&id=971:migranti-ecco-come-funziona-l-accoglienza-in-italia&catid=38:blog&Itemid=297

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(3) Le politiche di #accoglienza e di gestione dei #flussi di #migrazioni devono avere un respiro #globale. L'#Italia potrebbe assumere una posizione strategica. Spunti da Gianluca Susta su Strade Online.

«Solo se si ha un chiaro progetto in testa sul futuro, che punti a salvare milioni di persone dalla fame, dalla guerra, dalle epidemie e, nel contempo, rassicurare un'opinione pubblica europea sempre più spaventata da questa ondata migratoria si possono sacrificare, anche, al di là di ogni pruderie politicamente corretta, le speranze di chi è salito su quei maledetti barconi.
[…]
È così assurdo immaginare l'Italia come protagonista di nuovi incontri per la pace nel Mediterraneo come quelli che La Pira promosse a fine degli anni '50? Utopia?»

http://stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/3004-per-sconfiggere-la-poverta-serve-una-strategia-globale

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(4) La #solidarietàorganica tra #Prefettura, #imprese e #operatori consente di realizzare buoni percorsi di #accoglienza e #integrazione. Spunti da Gabriele Martini su La Stampa.

«Questa storia comincia quattro mesi fa. A inizio marzo cento aziende torinesi scrivono una lettera al prefetto Renato Saccone, alla sindaca Chiara Appendino e al governatore Sergio Chiamparino. Ristoratori, agricoltori, artigiani, commercianti e cooperative avanzano una richiesta precisa: «Metteteci nelle condizioni di assumere i migranti». Che significa: fornite a queste persone i documenti per poter restare in Italia legalmente. Nella lettera non c’è traccia di buonismo: «Questi ragazzi - si legge - hanno imparato un mestiere e sono diventati risorse fondamentali per le nostre imprese. Chiediamo solo di poter proseguire il percorso intrapreso». Un percorso che spesso viene interrotto dal diniego alle domande di asilo. Le commissioni territoriali e i tribunali chiamati a valutare le richieste di protezione, infatti, non prendono in considerazione la situazione lavorativa del migrante. L’Italia accoglie chi fugge da persecuzioni, torture o guerre. Non chi si è integrato e ha trovato un impiego.»

http://www.lastampa.it/2017/07/08/italia/cronache/permesso-di-soggiorno-speciale-ai-migranti-che-lavorano-la-rivoluzione-parte-da-torino-4aPdttagb7zvyCB1A7YoON/amphtml/pagina.amp.html

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(5) L'assenza di #solidarietàorganica tra #Statimembri dell'#UE rende l'#accoglienza un percorso labirintico. Serve una maggiore #progettualità. Spunti da Oriana Liso su Repubblica Milano.

«Dopo il respingimento era tornato qui e da quattro giorni si trovava in Italia, nel centro di via Corelli. Oggi, da quanto si è saputo dal Comune, avrebbe avuto il primo colloquio con uno psicologo della struttura: troppo tardi, purtroppo.»

http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/08/24/news/migranti-173758486/amp/

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(6) Lo #sgombero di #viaCurtatone rappresenta l'attitudine a gestire l'#accoglienza sulla scorta delle emozioni più che su una #progettualità. Spunti da Rassegna.it

«La Cgil di Roma e Lazio critica lo sgombro dei migranti avvenuto a Roma a via Curtatone. Si tratta, si legge in un comunicato, "dell'ennesimo intervento adottato più per rispondere a sollecitazioni emotive che a un reale progetto di ricollocazione e inclusione", scrive Roberto Giordano segretario confederale della struttura regionale della Cgil.»

http://www.rassegna.it/mobile/articoli/roma-la-cgil-condanna-lo-sgombero-dei-migranti

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(7) L'assenza di una visione dell'#accoglienza improntata alla #solidarietàorganica porta a improvvisazioni afinalistiche e atti di #violenza. Spunti da Annalisa Camilli su Internazionale.

«Con le prime luci dell’alba, giovedì mattina, la polizia in assetto antisommossa è arrivata di nuovo a piazza Indipendenza, a Roma, per disperdere i rifugiati eritrei che dormivano sulle aiuole da cinque giorni, dopo lo sgombero del palazzo in cui vivevano a via Curtatone, vicino alla stazione Termini. Poco dopo le sei di mattina, gli agenti si sono fatti strada con gli idranti e hanno caricato le persone che dormivano sulle aiuole e i marciapiedi.
[…]
Questa tendenza può essere riassunta in tre punti: l’assenza strutturale di politiche di lungo corso su un tema così complesso come quello dell’integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati a Roma, la mobilitazione autorganizzata degli stessi richiedenti asilo e rifugiati – sostenuti da organizzazioni umanitarie e associazioni – per difendere i loro diritti nella città in cui vivono e lavorano da anni, e infine il ruolo decisivo, ma spesso ambivalente, dei mezzi d’informazione.»

https://www.internazionale.it/opinione/annalisa-camilli/2017/08/24/amp/sgombero-eritrei-piazza-indipendenza

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