youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

MACRON, ELETTO DA UNA MINORANZA…

…di Francesi, per consolidarsi punta a uno stile di leadership á la statunitense (1), arretrando nel consenso internamente ma guadagnando credibilità sul piano internazionale (2). Sul fronte esterno adotta la strategia del rilancio del nazionalismo, sia nella questione libica (3) che nello stabilizzare gli equilibri europei tra Est e Ovest (4), recuperando un peso diplomatico ceduto da tempo agli Stati Uniti (5); anche in campo economico, riempie con velocità i vuoti (6) lasciati dagli US. Sul fronte interno, invece, lo attendono sfide importanti legate alla riforma del Lavoro (7), campo in cui dovrà toccare alcuni gangli delicati.



(1) Anche simbolicamente #Macron cerca di affermarsi con uno stile di #leadership statunitense. Spunti su Euronews.

«Macron, in caduta libera nei sondaggi a pochi mesi dalla sorprendente vittoria, aveva cercato di chiarificare il ruolo della first lady. Questa estate però, una petizione contraria in internet, aveva raccolto oltre 300.000 firme in pochi giorni. Macron, che guarda molto oltreoceano e ama far politica all’americana, ha deciso di determinare il ruolo della prima signora di Francia che dovrebbe avere gli stessi compiti della first lady americana.»

http://it.euronews.com/2017/08/21/francia-il-nuovo-ruolo-di-brigitte-macron

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(2) #Macron si costruisce il personaggio del #leader carismatico, perde #consenso internamente ma guadagna #credibilità all'esterno. Spunti da Danilo Ceccarelli su Huffington Post.

«A 100 giorni dal suo insediamento all'Eliseo, Emmanuel Macron si ritrova a dover tirare le somme di questa prima, breve fase del suo mandato. Dopo una partenza in pompa magna, l'immagine del neo-eletto presidente ha subito una battuta d'arresto che ha frenato gli entusiasmi mostrati durante la campagna elettorale. La Macron-mania si è sgonfiata sotto il peso del suo stesso uomo-simbolo, rimasto intrappolato nell'esercizio di un potere gestito in forma monarchica, imponendo un nuovo modello presidenziale.
[…]
Per riportare il deficit sotto la soglia del 3% previsto dal Patto di Stabilita, l'Eliseo ha programmato una diminuzione di 4,5 miliardi di euro alla spesa pubblica nel 2017. Segnali che vanno nella direzione opposta di quanto annunciato nei mesi scorsi, creando così i primi sintomi di malcontento nell'elettorato francese.»

http://m.huffingtonpost.it/2017/08/21/fare-il-napoleone-non-basta-cento-giorni-di-macron-francesi-insoddisfatti-e-preoccupati-dal-piglio-da-monarca-consenso-svuotato-alla-vigilia-dello-scoglio-jobs-act_a_23155706/

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(3) L'avanzamento della #Francia nelle #RelazioniInternazionali con la #Libia copre un vuoto lasciato dall'#UE. Si torna agli accordi nazionali. Spunti da Nicoletta Pirozzi su AffariItaliani.

«Macron è alla ricerca di un’affermazione internazionale che punta sugli scenari europeo ed africano. La crisi internazionale libica offre un’occasione ghiotta per accreditarsi come attore strategico regionale, oltre a rappresentare uno snodo cruciale per l’attivismo francese, andando a incidere sulle dinamiche più rilevanti che interessano l’asse saheliano-libico-mediterraneo.
[…]
Infine, quello che emerge dalle iniziative dei giorni scorsi è un’assordante assenza dell’Unione europea, che rischia di minare le fondamenta di una politica estera e di difesa comune, che faticosamente in questi mesi si stava cercando di rilanciare.»

http://www.affarinternazionali.it/2017/08/libia-muore-sogno-politica-estera/?platform=hootsuite

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(4) #Macron si pone come ago della bilancia tra #UE dell'Est e dell'#Ovest sui temi del #lavoro contro il #dumpingsociale. Spunti su SwissInfo.

«Al centro delle discussioni c'è la direttiva sul lavoro distaccato, che permette alle aziende europee di inviare gli impiegati in altri paesi dell'unione, continuando però a versare i contributi nei loro paese d'origine.
[…]
Un'operazione delicata per l'ex ministro dell'economia, che oggi ha definito l'attuale direttiva sul lavoro distaccato come "un tradimento dello spirito europeo". "Il mercato unico europeo e la libera circolazione dei lavoratori non hanno lo scopo di favorire i paesi che promuovono minori diritti sociali" ha affermato oggi Macron a Salisburgo durante la conferenza stampa con il cancelliere austriaco Christian Kern.»

https://www.swissinfo.ch/ita/francia--macron-alla-conquista-dell-europa-dell-est/43464818

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(5) È dalla #PrimaGuerraMondiale che la #Francia ha perso il primato nel #RelazioniInternazionali, a favore degli #US. Spunti su Linkiesta.

«Nonostante il presidente francese Emmanuel Macron ora provi a rinfocolare l’orgoglio nazionale, la Francia ha perso da circa due secoli il suo ruolo guida del mondo. E da circa 100 anni il suo primato nel mondo della diplomazia. A tutto vantaggio, guarda un po’, dell’inglese.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/08/19/lanno-in-cui-linglese-scippo-al-francese-il-primato-nella-diplomazia/35227/
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(6) #Macron aspira al primato della #Francia nel campo delle #startup, approfittando del vuoto lasciato dagli #US. Spunti da Massimo Sideri su Il Corriere della Sera.

«È vero che in Gran Bretagna le percezioni imperiali fuori tempo massimo hanno alimentato disastri (vedi la Brexit). Ma nel caso francese la battuta svela anche una realtà importante: in un settore dominato da nuovi monopoli e in cui i cambiamenti sono giornalieri l’orgoglio è vitale come il capitale se applicato al settore giusto come quello della nuova impresa.
[…]
Le mitologie digitali sono i principali contenuti della «macronomics»: chi aveva dei dubbi li ha lasciati all’ingresso di Station F, dove Macron ha inaugurato con furbizia il più grande incubatore d’Europa come se ne fosse il padre.»

http://www.corriere.it/opinioni/17_agosto_22/macron-vuole-fare-francia-terra-start-up-cbed4c58-869b-11e7-bd49-2b2377bbc1e8.shtml?cmpid=tbd_56206961ac

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(7) #Macron, delegando alla ministra #Pénicaud, sta per mettere mano a temi caldi del #lavoro: #licenziamento e #contrattazione decentrata. Spunti da Federico Fubini su Il Corriere della Sera.

«Per l’operazione più delicata del suo primo anno, Emmanuel Macron si è affidato a una laureata in psicologia con molta esperienza nella gestione delle risorse umane. Il presidente francese resta sullo sfondo, in queste che per lui saranno comunque giornate essenziali: ha chiesto a Muriel Pénicaud, la sua ministra del Lavoro, a lungo capo del personale della Danone, di chiudere in pochi mesi una riforma così profonda che né la Germania né l’Italia ne hanno affrontate di realmente paragonabili in tempi recenti.
[…]
Il primo fronte aperto è quello tipico del Jobs Act italiano e riguarda il costo per l’impresa di un licenziamento «ingiustificato» (cioè, per ragioni economiche). Qualche misura qui sarà presa comunque, perché oggi il livello di protezione del dipendente in Francia è il più alto nella trentina di democrazie avanzate dell’Ocse dopo Germania e Olanda. Il secondo terreno è invece quello sul quale gli imprenditori transalpini invidiano di più il modello tedesco: la possibilità di spostare al livello delle singole aziende parti della contrattazione collettiva. È qui che la metamorfosi del sistema industriale francese, e l’aumento delle sue capacità, potenzialmente sono più dirompenti.»

http://www.corriere.it/esteri/17_agosto_23/scommessa-macron-lavoro-bd1357ea-8777-11e7-b2b6-63a8cab5b37c_amp.html

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