youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

TRA U.S. E COREA DEL NORD…

…si gioca un braccio di ferro basato sulla retorica del ricorso al nucleare (1) e dell'isolamento internazionale, dando luogo al presagio di un'escalation. Tuttavia si tratta del confronto tra un leader autocratico e militarista (3) e un presidente che ha fatto dell'esibizione parte organica di una strategia vecchia (4), come dice tra le righe il Segretario di Stato (5); la Cina svolge un inedito ruolo di paciere (5).


(1) Secondo il Post la notizia è allarmante e dà un senso alle forti critiche espresse dalla Cina, l'unico alleato di Pyongyang, di fronte gli ultimi test missilistici ed il fatto che abbia anche votato a favore al Consiglio di Sicurezza Onu - dove finora si era astenuta - dell'ultima tornata di sanzioni che colpisce con misure punitive economiche da 1 miliardo di dollari il poverissimo, tranne che per gli investimenti in armi, Paese. Sempre il Post scrive che la Dia ritiene che il dittatore Kim Jong-un abbia ormai un arsenale di 60 testate atomiche.

https://www.agi.it/estero/corea_del_nord_nucleare_trump-2029232/news/2017-08-08/

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(2) Il 5 luglio, dopo il lancio di un missile balistico intercontinentale il giorno della festa nazionale degli Stati Uniti nel mar del Giappone, Trump, rivolgendosi a Kim Jong-un scrive su Twitter: "Questo ragazzo non ha niente di meglio da fare nella sua vita?" promettendo una risposta severa alla Corea del Nord. Il presidente sudcoreano Moon Jae-chiede un intervento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Anche Russia e Cina lanciano un'iniziativa comune per risolvere il conflitto nella penisola coreana e fermare il programma nucleare di Pyongyang.

Il 25 luglio Pyongyang torna a minacciare Washington annunciando un attacco nucleare contro "il cuore degli Stati Uniti" se dovessero tentare un cambio di regime, dopo le dichiarazioni del direttore della Cia, Mike Pompeo, che sembrava alludere a un cambio di regime nel 'regno eremita'. Qualche giorno più tardi, gli Stati Uniti, dopo i test missilistici di Pyongyang, inviano nei cieli della Corea due bombardieri B-1B, mentre il 3 agosto annunciano che dal prossimo primo settembre ai cittadini statunitensi sarà vietato recarsi in Corea del Nord.

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2017/08/09/perche-kim-con-gli-usa_Q88Lg47aISN3TGBLLacPGI.html?refresh_ce

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(3) Nel paese asiatico il servizio militare è obbligatorio dall’età di 17 anni e dura fino a otto anni per l’esercito, fino a dieci anni per la marina e quattro per l’aviazione. I cittadini sono poi obbligati a un servizio part-time fino all’età di 40 anni. La guerra sembra essere la preoccupazione principale del piccolo stato asiatico.
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Ma se Pyongyang dovesse comunque riuscire a lanciare un missile, gli Stati Uniti cercherebbero certamente di abbatterlo in volo, nonostante l’enorme difficoltà di un’operazione del genere. Il sistema missilistico THAAD, recentemente dislocato dalle forze armate americane in Corea del Sud, è stato progettato proprio a questo scopo.

https://www.tpi.it/mappe/minaccia-missili-corea-nord/#r

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(4) Il Vicino Oriente lo si divide e lo si governa sfruttando le faglie etnico­-religiose e replicando il modello balcanico; nello specifico, i cattivi utili sono gli islamisti radicali “à la Afghane”. Il Presidente Trump, come dicevamo, non solo ha compreso lo spartito, ma ha anche trovato il modo di suonarlo sui propri toni, a proprio vantaggio. Si è dimostrato pronto a usare la forza in modo esplicito, spettacolare (da uomo di spettacolo quale lui è conosce bene questi meccanismi e queste leve). Fino ad ora, almeno con la Corea del Nord, la tattica dello show paga, mentre la strategia è quella di sempre, quella dello “Stato Profondo” americano – anche qui con buona pace dei corifei del “Trump non ha una strategia”: non occorre ne abbia una lui, se c’è chi per lui custodisce quella “eterna”, quella dell’eccezionalismo a stelle e strisce.

Attendiamo con interesse le contromosse russe e cinesi: la Cina è più interessata, confucianamente, a lasciare che il proprio concorrente sfoghi i giovanili ardori e a concentrarsi sul commercio. Lo vediamo sul teatro coreano, dove ha fatto da paciere. Quanto alla Russia, sappiamo che Putin è un judoka. Attenderà le proiezioni di forza dell’avversario per ritorcergliele contro.

https://www.eurasia-rivista.com/la-visione-statunitense-dei-teatri-caldi/

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(5) La Corea del Nord "è pronta a dare agli Stati Uniti una severa lezione utilizzando la sua forza nucleare strategica". Lo ha detto il ministro degli Esteri nordcoreano, Ri Yong Ho, sottolineando che il Paese "vuole adoperare le armi nucleari solo contro gli Usa, a meno che qualche altro Stato non si unisca all'iniziativa americana" di comminare dure sanzioni Onu a Pyongyang. "La responsabilità della crisi coreana è soltanto di Washington", ha aggiunto.
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L'adozione di nuove sanzioni "prova che la comunità internazionale è unita contro la minaccia nucleare e balistica di Pyongyang", ha detto il segretario di Stato americano Rex Tillerson, invitando la Corea del Nord a "prendere tutte le misure per raggiungere gli obiettivi, a cominciare dalla denuclearizzazione della penisola coreana".

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/nordcorea-sanzioni-onu-vendetta-mille-volte-piu-grande-agli-usa-subirete-una-lezione-_3088036-201702a.shtml

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(6) «Ci auguriamo che tutte le parti rilevanti parlino con cautela e si muovano con prudenza» recita una nota del ministero degli Esteri cinese che vuole «evitare parole e azioni che possano intensificare il problema e portare a un’escalation della situazione». L’obiettivo di Pechino, fanno sapere, è quello di battersi «per il ritorno il prima possibile al corretto binario del dialogo e dei negoziati».
[…]
All’escalation della tensione delle ultime ore tra Usa e Corea del Nord, hanno fatto da contraltare le parole del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, che ha ridimensionato la minaccia nord-coreana. Nel viaggio di ritorno negli Usa, con tappa a Guam (dopo la missione nelle Filippine, in Thailandia e Malaysia), il capo della diplomazia statunitense ha spiegato che «gli americani dovrebbero dormire sonni tranquilli»

http://www.corriere.it/esteri/17_agosto_09/corea-nord-cina-avverte-trump-basta-provocazioni-reciproche-b3bc8ed8-7d26-11e7-9293-13df2eb6c4db.shtml

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