youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

EMERGE UN POSSIBILE BLOCCO OCCIDENTALE…

…dagli incroci diplomatici attivati di fronte al pericolo rappresentato dalla Corea del Nord. Kim Jong-Un ha creato tensione grazie al combinato disposto tra minaccia missilistica e possibilità della miniaturizzazione di una testata nucleare (1), e la rappresentazione mediatica delle provocazioni tra P'yongyang e Washington sta enfatizzando il pericolo coreano (2). La notizia dello scoppio della bomba H di inizio settembre ha creato un'onda d'urto potente anche nelle Relazioni Internazionali, nonostante si abbia incertezza sulla natura dell'ordigno (3) e nonostante fosse nota da tempo l'eventualità di un nuovo test nucleare (4); il fatto che la detonazione sia avvenuta a seguito delle esercitazioni militari di US e Corea del Sud (5), atte a simulare un attacco alla Corea del Nord (6), deve farci concludere che entrambi i protagonisti hanno interesse a mantenere la dialettica dell'escalation (7). Viene così a configurarsi un blocco occidentale, con US al centro e, come alleati, Giappone (in posizione subalterna) (8), Cuba (9) (che potrebbe alimentare, con il suo appoggio agli US, la retorica anti-comunista) ed Europa (10) (che al momento appoggia la linea più morbida delle sanzioni). Contrapposto a quello Occidentale verrebbe a emergere una riedizione del blocco sovietico, composto da Corea del Nord, Russia (11) ed Egitto (12). La Cina sostiene sin dall'avvio della conflittualità la strategia della de-escalation (13), e anche in caso di esacerbazione della tensione continuerebbe a mantenersi neutrale per via di un doppio legame con P'yongyang e Washington (14) che la mantiene bloccata (15). È improbabile che la tensione sfoci in un conflitto a fuoco, per via dei costi elevati che avrebbe questa possibilità (16): è più facile che al momento si prosegua in una riproposizione della Guerra Fredda, condotta tramite sanzioni e diplomazia (17)



(1) La combinazione tra #minaccia #missilistica e #nucleare rende #KimJongUn un attore degno di attenzione a livello internazionale. Spunti da Simone Cosimi su Wired.

«Il combinato disposto è ovviamente quello composto dalla disponibilità di un efficiente parco di missili balistici intercontinentali – come i Hwasong-14 lanciati a luglio, che tuttavia non hanno superato il migliaio di chilometri – e la miniaturizzazione di una testata nucleare. Le due direttrici sembrano progressivamente avvicinarsi tanto che qualcuno, proprio come il NYTimes, si è domandato chi abbia fornito la spinta degli ultimi mesi

https://www.wired.it/attualita/politica/2017/08/29/missile-giappone-kim-jong/

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(2) La #rappresentazione mediatica del lancio missilistico di #KimJongUn interpreta in modo unilaterale le provocazioni e ingigantisce il pericolo. Spunti da Fabrizio Poggi su L'Antidiplomatico.

«Le reti televisive mondiali hanno riferito dell'unanime condanna per “l'ennesima provocazione” e la minaccia “senza precedenti” nordcoreana. Il “quotidiano comunista” nostrano scrive oggi di “una tra le più gravi provocazioni di Pyongyang nella storia recente”. Il TG2, enfatizzando la “ferma presa di posizione” dell'italico Ministro degli esteri, il quale ha “espresso la più ferma condanna da parte dell'Italia”, ha notato di sfuggita che proprio nelle stesse ore della “provocazione”, le Forze di “autodifesa” giapponesi effettuavano esercitazioni con missili “Patriot” di fabbricazione statunitense; mentre alcuni F-15 sudcoreani facevano prove (reali) di bombardamenti terrestri su propri poligoni nelle vicinanze della frontiera nordcoreana.»

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nuova_provocazione_del_feroce_dittatore_kim_jongun_mette_al_mondo_il_terzo_figlio/82_21328/

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(3) Esiste la possibilità che quella sulla #bombaH fatta detonare in #CoreadelNord sia #propaganda, e che l'ordigno sia in realtà convenzionale. Spunti da Manuela Correra su ANSA.

«La bomba all'idrogeno o bomba H, testata dalla Corea del Nord, è "un'arma potente che funziona come il sole, ovvero basandosi sullo stesso processo che avviene per la liberazione dell'energia solare, ed è molto più potente rispetto alla bomba atomica sganciata su Hiroshima poiché l'energia rilasciata è maggiore". A chiarire la portata dell'ordigno nucleare utilizzato da Pyongyang è il fisico del Cnr Valerio Rossi Albertini, secondo cui, tuttavia, c'è anche "il rischio che si tratti solo di propaganda e che la Corea del Nord non abbia in realtà testato la bomba H ma utilizzato un ordigno convenzionale, sia pure molto più potente".»

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/fisica_matematica/2017/09/03/corea-nordbomba-h-arma-potente-che-funziona-come-il-sole_73ee38f8-e028-4549-9918-32c55f2c2507.html

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(4) L'ultimo esperimento #nucleare della #CoreadelNord era atteso, la reazione sorpresa degli #US sta nella #retorica dell'#escalation. Spunti da Emanuele Rossi su Formiche.net.

«Da diversi mesi si attende questo nuovo test atomico del Nord. Gli esperti e i governi hanno più volte segnalato attività preparatorie nei pressi Punggye-ri, sia attraverso le osservazioni dei satelliti open-source sia da raccolte-dati più sofisticate. Inoltre, considerando che l’ultimo esperimento nucleare è avvenuto a settembre del 2016, si sapeva che era giunto di il momento per Pyongyang di effettuare una verifica sulle evoluzioni tecnologiche ottenute nel corso di quest’ultimo anno.»

http://formiche.net/blog/2017/09/03/corea-nord-test-nucleare/?platform=hootsuite

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(5) Ignorando le richieste della #Cina, #US e #CoreadelSud riprendono le #esercitazioni #militari irritando #Pyongyang. Spunti su La Stampa.

«Intanto bombardieri e aerei da caccia statunitensi hanno eseguito un’esercitazione sui cieli della Corea del Sud insieme a jet militari sudcoreani in una dimostrazione di forza contro la Corea del Nord dopo il lancio del missile balistico da parte di Pyongyang questa settimana: lo ha reso noto un funzionario del ministero della Difesa della Corea del Sud. E il ministero della Difesa giapponese ha chiesto un aumento record del proprio bilancio nell’anno fiscale 2018, in risposta alle minacce della Corea del Nord.»

http://www.lastampa.it/2017/08/31/esteri/tutto-pronto-per-il-sesto-test-nucleare-della-corea-del-nord-bombardieri-usa-si-esercitano-nel-sud-8aFgYdUxDmRpNSSkAX30mL/amphtml/pagina.amp.html

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(6) Prima della detonazione della #bombaH, l'asse #US-#CoreadelSud-#Giappone aveva ripreso le #simulazioni di #attacco #aereo vs #CoreadelNord. Spunti da Giacomo Dolzani su Notizie Geopolitiche.

«Gli F-35B americani sono arrivati in Corea del Sud dal Giappone mentre i bombardieri provenivano direttamente da Guam, l’isola statunitense situata nell’oceano Pacifico che Pyongyang ha più volte minacciato di attaccare. Le esercitazioni sono consistite principalmente in una serie di raid sulla base di Pilseung Range, sulla costa orientale della penisola, per simulare un attacco contro le strutture difensive nordcoreane.»

http://www.notiziegeopolitiche.net/corea-del-nord-esercitazioni-aeree-congiunte-seul-washington-dopo-lancio-missile-pyongyang/

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(7) È ormai avviata la #dialettica conflittuale dell'#escalation, rimane da comprendere la posizione dell'#ONU. Spunti da F.Q. su Il Fatto Quotidiano.

«La Corea del Sud registra segnali relativi alla preparazione di un lancio di un missile balistico da parte della Corea del Nord che domenica ha compiuto il suo sesto test nucleare. Lo riporta l’agenzia Yonhap, che riferisce anche di un’esercitazione condotta dalle forze armate di Seul per simulare un attacco contro una base nucleare di Pyongyang, con l’utilizzo di caccia F15 e di un missile balistico. Intanto è in programma alle ore 10 di lunedì, ore 16 italiane, una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
[…]
“Abbiamo molte opzioni militari”, ha detto il capo del Pentagono, Jim Mattis, assicurando che ci sarà una “massiccia risposta” militare a qualsiasi minaccia agli Stati Uniti, inclusa Guam. La risposta sarà “imponente, una risposta efficace e schiacciante“, afferma Mattis. “Non puntiamo al totale annientamento di un paese, la Corea del Nord, ma abbiamo molte opzioni per farlo” aggiunge.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/04/corea-del-nord-onu-convoca-consiglio-di-sicurezza-seul-simula-attacco-registrati-segnali-di-un-nuovo-lancio/3835324/amp/

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(8) #US e #Giappone sono una storica alleanza #militare asimmetrica, con chiara #egemonia statunitense. Spunti da Francesco Cutello su L'Indro.

«Fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il rapporto degli Usa con il Giappone è sempre stato positivo. Come ha ultimamente dichiarato lo stesso Donald Trump, il Paese asiatico rappresenta, tutt’oggi, un valido alleato degli States ed un sicuro punto d’appoggio per gli interessi dell’America in Asia. Specialmente in questi tempi, in cui la potenza cinese minaccia l’egemonia economica e politica americana, e la vicina Corea del Nord continua a preoccupare con i suoi continui test missilistici.
[…]
L’importanza che attribuiscono gli Usa al Giappone si intuisce anche dai numeri. Qui si trova infatti il più alto contingente di forze armate Usa al di fuori dei propri confini. Dati del Dipartimento della Difesa americano registrano una presenza militare di poco più di 39 mila truppe a fine dell’anno scorso, un terzo delle quali rappresentate dal corpo dei Marine (13.724).»

http://www.lindro.it/usa-giappone-lasse-per-contrastare-cina-e-nord-corea/

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(9) Nel sistema di #alleanze incrociate #Cuba viene a ricadere indirettamente nel blocco che gravita attorno agli #US. Spunti da Noemi Lanna su Limes.

«Indubbiamente, la svolta di Obamanei confronti di Cuba ha inciso in modo non marginale sulla scelta di Tōkyō. Il processo di normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Washington e l’Avana ha schiuso nuove opportunità, alimentando un rinnovato interesse nei confronti dell’isola da parte di vari paesi. In questo contesto, era prevedibile che il Giappone rafforzasse le sue credenziali, rilanciando la relazione bilaterale.»

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(10) Il Consiglio di Sicurezza dell'#ONU sancisce una linea strategica: coinvolgimento dell'#Europa e #sanzioni come leva diplomatica. Spunti su Il Sole 24 ORE.

«La nuova fase della crisi nucleare fra Nord Corea e Stati Uniti è arrivata al terzo giorno dopo il test sottoterra con bomba a idrogeno del 3 settembre. Ieri il Consiglio di sicurezza Onu ha discusso la possibilità di nuove sanzioni che nelle parole della ambasciatrice Usa Nikki Haley «devono essere le più pesanti di sempre» . La stessa Haley ha detto che la NordCorea con quel test «ci implora di fare la guerra».
[…]
Il fatto che si tratti di un'area geograficamente molto lontana non evita all'Europa di fare la sua parte nel conflitto nordcoreano: «L'Europa ha una voce importante nel mondo, deve usarla» dice Merkel al Bundestag, e sottolineando che ci possa essere «solo una soluzione diplomatica e pacifica per la quale ci si deve impegnare con tutte le forze».»

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-09-05/nord-corea-sposta-missile-intercontinentale-putin-sanzioni-inutili--114113.shtml?uuid=AElXMqNC

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(11) La #Russia indietreggia rispetto alla linea strategica emersa dal Consiglio di Sicurezza dell'#ONU (coinvolgimento dell'#Europa e #sanzioni). Spunti su Sputnik Italia.

«Il presidente russo Vladimir Putin ha ridicolizzato oggi gli Stati Uniti per aver posto la Russia sulla stessa lista delle sanzioni come la Corea del Nord e l'Iran e poi chiedendo a Mosca di unire gli sforzi in un nuovo turno di sanzioni contro Pyongyang.»

https://it.sputniknews.com/politica/201709054981366-usa-russia-putin-sanzioni-corea-nord/

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(12) Nel sistema di #alleanze che ruotano attorno a #US e #CoreadelNord l'#Egitto ricade nel blocco ex-#sovietico. Spunti su TPI.

«Non sono infatti solo gli avversari storici e più diretti di Washington – Mosca e Pechino – a tessere buone relazioni con il regime di Kim Jong Un. Anche l’Egitto, un prezioso alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente, coltiva legami commerciali e militari con Pyongyang.
[…]
In questi anni però, Egitto e Corea del Nord non si sono limitati a semplici rapporti commerciali. Nel febbraio 2017, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha detto di aver ricevuto le prove di un commercio in atto tra Il Cairo e Pyongyang di “strumenti come sistemi per le comunicazioni militari crittografate, sistemi di difesa aerea e missili a guida satellitare”.»

https://www.tpi.it/mondo/africa-e-medio-oriente/egitto/rapporti-commerciali-militari-corea-nord/

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(13) La #Cina propone la via del #doppiostop e del #doppiobinario per de-escalation in #CoreadelNord. #US e #CoreadelSud responsabili dell'aumento di tensione. Spunti da Ilaria Tipà su Sicurezza Internazionale Luiss.

«La ragione per cui Pyongyang avrebbe ripreso i suoi esperimenti, secondo la Cina, è che gli Stati Uniti e la Corea del Sud non si sono astenuti dall’avviare le loro esercitazioni militari congiunte, avviate il 21 agosto. La Corea del Nord vede gli esercizi come preparativi all’invasione del suo territorio.
[…]
L’unica via per risolvere la questione della Corea del Nord è quella di tornare al dialogo, secondo Pechino. Hua Chunying ha ribadito che la “ricetta cinese” proposta dal Ministro degli Esteri, Wang Yi, è l’unica possibile. Si tratta del “doppio stop” di test missilistici ed esercitazioni militari per poter costruire la “via a doppio binario” che comporti l’applicazione delle sanzioni da un lato e il ritorno al dialogo dall’altro per riuscire a risolvere le cose in un modo che rispetti gli interessi e le preoccupazioni legittime per la sicurezza di tutti i paesi coinvolti.»

http://sicurezzainternazionale.luiss.it/2017/08/29/corea-del-nord-la-cina-dice-basta-a-tutte-le-provocazioni/

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(14) Il #doppiolegame della #Cina con #US e #CoreadelNord concluderà in #neutralità o nella rinuncia a una delle due #alleanze. Spunti da Giovanni Ardito su Caffè Geopolitico.

«Per quanto anacronistico possa apparire, dal 1961 la Cina e la Corea del Nord sono legate da un trattato di sicurezza che, nonostante le vicissitudini successive alla fine della guerra fredda, è ancora vigente e dovrebbe garantire a Pyongyang il supporto di Pechino in caso di attacco statunitense.
[…]
Dinnanzi alla chiara accusa dell’Ambasciatrice americana presso l’ONU Nikki Haley contro il Governo cinese, tacciato di starsene consciamente in disparte, Pechino ha fatto sapere che, se la Corea del Nord lanciasse un missile in territorio statunitense e Washington dovesse rispondere, resterebbe neutrale.»

https://www.ilcaffegeopolitico.org/57763/la-cina-e-la-crisi-nordcoreana-e-tempo-di-una-nuova-mediazione

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(15) Gli interessi divergenti di #US e #Cina bloccano l'azione diplomatica in #CoreadelNord. Ma anche #lassismo avrebbe ripercussioni importanti. Spunti da Bernard Guetta su Internazionale.

«Sembrerebbe che siamo costretti a lasciare che il regime si costruisca la sua assicurazione nucleare sulla vita. Ma è altrettanto vero che Pyongyang ha ottenuto dal Pakistan i mezzi per sviluppare la sua bomba prima di permettere all’Iran di fare altrettanto, e che una nuclearizzazione di questo paese segnerebbe rapidamente la fine del Trattato di non proliferazione e una crescita esponenziale, a cominciare dal Giappone, del numero di paesi dotati della bomba atomica.»

https://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2017/08/30/amp/minaccia-nucleare-pyongyang

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(16) Rimane improbabile che la tensione tra #US e #CoreadelNord sfoci in un conflitto a fuoco, per via di intrecci diplomatici e costi elevati. Spunti da Tommaso Canetta su Linkiesta.it

«Uno strike mirato contro le installazioni nucleari nord coreane presenta innumerevoli controindicazioni. In primo luogo non è certo che sia possibile eliminare l’intero arsenale nucleare di Pyongyang senza causare danni enormi all’ambiente e alla popolazione civile. Inoltre basterebbe che un singolo ordigno non convenzionale sopravvivesse al primo attacco per mettere la Sud Corea in pericolo di subire una ritorsione atomica. Ma anche se l’attacco americano venisse condotto con precisione chirurgica, distruggendo tutte le armi atomiche di Kim Jong Un e senza causare una catastrofe nucleare, lo scenario sarebbe comunque da incubo.

La Nord Corea dispone infatti di una vasta artiglieria convenzionale già disposta lungo il confine con la Sud Corea che, teoricamente, è in grado di colpire l’area metropolitana di Seul, dove vivono decine di milioni di persone. Secondo gli esperti si tratta di armamenti non particolarmente evoluti e che, una volta aperto il fuoco, sarebbero facilmente individuabili e quindi eliminabili. Ma i danni della prima ondata ritorsiva da parte di Pyongyang potrebbero comunque essere enormi.»

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/08/30/perche-gli-usa-non-attaccheranno-la-corea-del-nord-bomba-o-non-bomba/35343/
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(17) Il #costo potenziale di una #GuerraFredda (già in parte avviata) sarà altissimo per gli #US a livello economico. Spunti su Remocontro.

«Le sanzioni potrebbero costare a Kim circa un miliardo di dollari. Cioè quanto Trump dovrà anticipare agli atterriti coreani del sud per modernizzare le loro difese antimissile. E non è un caso che la bomba sia esplosa dopo che venerdì scorso Seul aveva bussato a quattrini. Per non parlare degli altri denari necessari a “confortare” il Giappone e gli alleati che potrebbero entrare presto nel mirino della clinica neurodeliri nordcoreana. Intanto, Kim si attrezza. Il Tokyo Shimbun ha pubblicato una notizia che parla delle scorte di benzina che il dittatore va facendo.»

https://www.remocontro.it/2017/09/03/corea-del-nord-sesto-test-atomico/

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