youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE…

…trova spunti ed energie in una bagarre individualistica, in cui la valutazione non è sulla qualità ma sulla convenienza (1): il consenso, sia in Senato (2) che alla Camera, sono stati inferiori rispetto al potenziale. I modi in cui la legge è stata approvata hanno creato uno scollamento tra istituzioni e società civile (3), intercettato dal M5S che ha protestato in aula e in piazza; ma anche in questo caso i numeri sono stati esigui (4). 

 
(1) Nella bagarre della #leggelettorale il fronte del no si è rinforzato dei timori di chi presagisce il proprio insuccesso futuro. Spunti su AffarItaliani.

«Nonostante questi calcoli rassicuranti, circolava a Montecitorio e dintorni incertezza e anche un certo timore. Nessuno sapeva bene cosa avrebbero deciso i peones, tutta quella massa di deputati che compulsano tabelle e grafici per capire quale potrebbe essere il loro collegio uninominale o l’ampiezza del collegio plurinominale. Sono soprattutto deputati del Nord, dove la probabile alleanza Lega-Forza Italia potrebbe spazzarli via dal panorama politico. Ma lo stesso timore avrebbe potuto spingere i deputati meridionali del centrodestra, anche loro potrebbero essere penalizzati dal nuovo meccanismo di voto. Per evitare soprese, lo stato maggiore del Pd si è mobilitato per sorvegliare che tutto si svolgesse secondo i piani. Tra gli altri, il coordinatore della segreteria Lorenzo Guerini e il capogruppo Ettore Rosato, ma anche un 'big' come il ministro Dario Franceschini. E sullo sfondo si profila lo scoglio del Senato, dove i numeri, nonostante l’apporto del centrodestra, sono veramente a rischio quando si vota a scrutinio segreto.»

http://www.affaritaliani.it/politica/legge-elettorale-ok-della-camera-con-375-si-503982.html?refresh_ce

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(2) Risultano inferiori al potenziale le espressioni di #fiducia alla #Camera e al #Senato per il #Rosatellum. Spunti su Il Fatto Quotidiano.

«Dentro, il tempio della democrazia, lasciato semi-vuoto soprattutto da chi propone la nuova legge elettorale, alla prima prova (di forza): i sì alla fiducia sono 307, vuol dire che votano il Pd e pochi altri. Alla seconda prova, in serata, non va molto meglio: i Sì sono 308. Renzi è lontano, alla presentazione del libro di Fassino, ma ci tiene a dire due cose. La prima sulla fiducia, “usata anche da De Gasperi”. La seconda è per replicare alla prima pagina del Fatto Quotidiano: “Leggo sui giornali che si parla di Fascistellum, è una cosa di una violenza verbale inaudita. È una torsione verso l’assurdo”.
[…]
I partiti che sostengono il Rosatellum bis sulla carta hanno numeri “bulgari”: 441 voti alla Camera con cui affrontare l’insidioso voto finale sulla legge. In particolare, il Pd conta 283 deputati (ma 3 hanno detto che non voteranno la legge), Ap ne ha 22, 19 la Lega, 14 Civici ed Innovatori, 50 Forza Italia, 6 le Minoranze linguistiche, 17 Scelta Civica-Ala, 12 Des-Cd, 11 Direzione Italia, 6 l’Udc e 4 il Psi. Il “fronte” del no conta invece su 164 voti: 43 sono di Mdp, 11 di Fdi, 88 di M5s, 17 di Si, 5 di Alternativa libera. Altri deputati del gruppo misto non si sono pronunciati.»

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/11/legge-elettorale-diretta-secondo-voto-alla-camera-308-si-renzi-non-e-fascistellum-m5s-vero-parlamento-e-fuori/3906920/

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(3) L'immaginario suscitato dal voto di #fiducia sulla #leggelettorale è quello dello scollamento tra #societàcivile e #istituzioni. Spunti da Norma Rangeri su Il Manifesto.

«Ma questa è anche una legge elettorale contro la sinistra che cerca di rimettersi in campo tra mille difficoltà. Liste civiche dell’1 per cento e accozzaglie vendute come coalizioni sono favorite mentre è tutta in salita la strada di chi propone una lista di alternativa, povera di mezzi (e di idee forti: il superticket non basta) quanto ricca di scissioni e di personalismi.
[…]
Il capo chino di Anna Finocchiaro, ministra dei rapporti con il parlamento, mentre legge, tra le urla dell’aula, la richiesta del governo di porre la fiducia sulla legge elettorale è l’immagine cupa e imbarazzante di un fallimento politico.»

https://ilmanifesto.it/renzi-regala-il-megafono-a-grillo/

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(4) Nemmeno in piazza i numeri della protesta raggiungono il potenziale, ma la protesta è occasione di ritrovo per diverse correnti del #M5S. Spunti da Federico Capurso su La Stampa.

«I tre tenori del Movimento 5 stelle sono di nuovo insieme, almeno pubblicamente. Alessandro Di Battista, Roberto Fico e Luigi Di Maio arrivano sotto braccio in piazza Montecitorio, alla manifestazione di protesta contro la nuova legge elettorale. E domani, con loro, ci sarà anche Beppe Grillo. Ai loro piedi non ci sono le centomila persone auspicate da Di Battista. Non si arriva nemmeno a duemila, la soglia minima di presenze fissata dallo stesso parlamentare M5S. L’effetto è comunque quello di una piazza gremita in cui si mischiano - più o meno volontariamente - manifestanti di ogni genere.»

http://www.lastampa.it/2017/10/11/italia/politica/di-battista-fico-e-di-maio-i-tre-tenori-del-ms-di-nuovo-insieme-in-piazza-contro-la-legge-elettorale-CChlsyfU6LOf7qVNN5dP5L/amphtml/pagina.amp.html

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