youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

LE AMMINISTRATIVE IN SICILIA…

…rivelano, con la vittoria di Musumeci (1), un’alleanza di Centro Destra possibile tra Lega, Forza Italia, UDC e Fratelli d’Italia (2); di fatto, però, non è detto che questa formazione abbia tenuta anche a livello nazionale (3). La vera vittoria va comunque al Movimento 5 Stelle (4), che si afferma come prima lista nonostante concorra da sola; a pesare sulla mancata vittoria del candidato lo share di voti con la base astensionista (5). Per quanto riguarda il PD, sfoga in un vento di accuse incrociate a Grasso e Orlando (6) la frustrazione della perdita, evitando di farsi carico dello svuotamento culturale progressivo cui è andato incontro (7).


(1) Classifiche di voto in #Sicilia: Musumeci, #Cancellieri, #Micari, #Fava; #M5S, #FI e #PD. Spunti da Gioacchino Amato e Claudio Reale su La Repubblica.

«Gli exit poll di ieri sera e le prime proiezioni davano un testa a testa. Ma i risultati reali hanno decretato il vantaggio di Musumeci che vince col 39,8% dei consensi contro il 34,7% di Cancelleri. Molto indietro Fabrizio Micari - al 18,7% - candidato del centrosinistra, e il rappresentante della sinistra Claudio Fava, 6,1 per cento. L'indipendentista Roberto La Rosa si ferma allo 0,7 per cento.
[…]
In merito alle singole liste, invece, nel centrodestra Forza Italia ha conquistato i consensi maggiori col 16,4 per cento. Il M5s ha raggiunto il 26,7% (primo partito) doppiando il Pd che si è fermato al 13 per cento.»

http://palermo.repubblica.it/politica/2017/11/06/news/regionali_sicilia_risultati_spoglio_aggiornamenti_candidati_elezioni-180367799/amp/

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(2) Gli schieramenti principali in #Sicilia: FI + Lega + FDI + UDC, M5S, PD, SI + MdP + Verdi + RC. Spunti su Internazionale.

«Gli schieramenti principali che si contendono la guida di palazzo dei Normanni sono tre. Nello Musumeci, 62 anni, ex Msi e poi An, guida una coalizione di centrodestra che comprende i partiti Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e Noi con Salvini. Fabrizio Micari, 54 anni, rettore dell’università di Palermo dal 2015, è il candidato del Partito democratico, sostenuto anche dal presidente della regione, Rosario Crocetta. Giancarlo Cancelleri, 42 anni, geometra, è il candidato del Movimento 5 stelle.

Alla corsa partecipano anche Claudio Fava, 60 anni, giornalista e scrittore, sostenuto da una coalizione di sinistra, composta da Mdp, Sinistra italiana, Rifondazione comunista e Verdi. E Roberto La Rosa, 61 anni, avvocato, alla guida del movimento indipendentista Siciliani liberi.»

https://www.internazionale.it/notizie/2017/11/04/sicilia-elezioni-regionali

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(3) Dalla #Sicilia spunti nazionali: le alleanze di #CentroDestra e di #CentroSinistra scricchiolano. Spunti da Anselmo del Luca su Il Sussidiario.

«Assai più rilevante politicamente è il peso che l'affermazione del centrodestra in Sicilia potrebbero avere a livello nazionale. Troppo facile vedere il successo in terra sicula come il trampolino di lancio per un bis in sede nazionale a primavera. Proprio gli ultimi giorni della campagna elettorale nell'isola e la grottesca pantomima della cena della presunta pace in quel di Catania hanno mostrato la profonda debolezza di un'aggregazione, il centrodestra, dove è in corso un evidente braccio di ferro per la guida della coalizione fra il redivivo Berlusconi e lo scalpitante Salvini.
[…]
Indispensabile allargare i propri confini a sinistra, recuperando il rapporto con quell'area in Sicilia rappresentata da Claudio Fava. Una galassia, quella fra Pisapia, Bersani e Fratoianni, di cui Renzi non potrà fare a meno se vuol immaginare di essere minimamente competitivo. Se così non sarà, la gara nazionale sarà esclusivamente fra 5 Stelle e centrodestra.»

http://www.ilsussidiario.net/mobile/Politica/2017/11/6/RISULTATI-ELEZIONI-REGIONALI-Sicilia-la-doppia-vittoria-di-M5s/791114/

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(4) Vittoria di lista per il #M5S in #Sicilia, paga pegno il #PD per la delusione di #Crocetta. Spunti da Fabio Albanese su La Stampa.

«Fabrizio Micari, al terzo posto, risparmia il paventato smacco da parte delle formazioni di sinistra che con Claudio Fava e la sua lista «Cento passi per la Sicilia» arrivano quarti. Ma il dato politico dice che i dem in Sicilia sono in grave difficoltà, anche per l’esperienza dell’uscente governatore Crocetta, da molti definita deludente.
[…]
Per quanto riguarda le liste, i Cinquestelle risultano il primo partito con una percentuale tra il 30 e il 34%. Nella coalizione di centrodestra la parte del leone la farebbe Forza Italia (tra il 13 e il 16% per Emg) ma il risultato della Lega - in una lista in comune con Fratelli d’Italia accreditata di un 5-8 per cento - sarebbe un successo per Salvini, oltre che per Meloni (che rivendica di essere stata la prima a credere in Musumeci, ndr), in una terra che fino a qualche anno fa i leghisti definivano «sprecona», ricambiati dai siciliani che li consideravano «razzisti».»

http://www.lastampa.it/2017/11/07/italia/politica/ribaltone-alle-elezioni-regionali-in-sicilia-JVg9DkQKBcKJsndmslW4uO/amphtml/pagina.amp.html

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(5) Dagli exit poll risultano in sofferenza il #CentroDestra e i #CentroSinistra, in crescita il #M5S. Spunti su Il Secolo XIX.

«Le elaborazioni dell’Istituto Piepoli e Noto Sondaggi per la Rai accreditano Nello Musumeci (centrodestra) al 36-40%; Giancarlo Cancelleri (M5S) al 33-37%; pesante la sconfitta di Fabrizio Micari (centrosinistra) al 16-20%, mentre la neonata sinistra unita si conta per la prima volta con Claudio Fava e raggiunge un risultato tra il 6 e l’11.
[…]
Il calo dei votanti secondo M5S, ha danneggiato Cancelleri, anche lui alla seconda corsa da governatore nell’isola. Anche qui la posta in gioco nazionale è altissima: conquistando la prima Regione, Luigi Di Maio voleva superare il banco di prova da candidato premier. Ma il risultato è comunque positivo e i grillini possono dimostrare che la campagna capillare, casa per casa, con la presenza di tutti i big, Beppe Grillo incluso, paga. E la sfida per Palazzo Chigi è apertissima.»

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2017/11/06/ASwUFNZK-affluenza_centrodestra_regionali.shtml
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(6) Accuse incrociate tra #PD e #Grasso per il fallimento elettorale in #Sicilia. Spunti su Il Fatto Quotidiano.

«“Imputare a Grasso il risultato che si va profilando per il Pd, peraltro in linea con tutte le ultime competizioni amministrative e referendarie, è una patetica scusa, utile solo ad impedire altre e più approfondite riflessioni, di carattere politico e non personalistico, in merito al bilancio della fase attuale e alle prospettive di quelle future”. Così, in una nota diffusa dal suo portavoce, il presidente del Senato replica alle accuse rivoltegli in diretta tv da Davide Faraone dopo la sconfitta di Fabrizio Micari

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/06/regionali-sicilia-grasso-dal-pd-scuse-patetiche/3960921/

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(7) Il declino del #PD segue il progressivo svuotamento culturale del partito, che non riesce a dotarsi di una nuova identità. Spunti da Emilia Patta su Il Sole 24 Ore.

«Ma non c'è dubbio che il pessimo risultato in Sicilia arriva dopo più di una sconfitta importante per il Pd - dopo il risultato storico del 40,8% alle europee del 2014, con da poco insediatosi a Palazzo Chigi -: basta ricordare la perdita della Liguria in favore di un centrodestra ritornato competitivo nel 2015 e la perdita di due città come Roma e soprattutto Torino alle comunali del 2016. Un trend, per così dire, che ha poi avuto conferma nella sconfitta al referendum costituzionale dello scorso anno.
[…]
E la domanda che molti si fanno nel Pd e dintorni è se vale la pena continuare con una campagna di lotta e di governo, come quella che Renzi sembra aver impostato, nel tentativo di rincorrere i due diversi populismi – quello della Lega da una parte e quello del M5S dall'altra – sul loro terreno. Mentre invece il Pd dovrebbe accentuare il suo profilo europeista e riformista, un po' come fatto da in Francia.»

http://amp.ilsole24ore.com/pagina/AEE7QU4C

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