youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

IL FONDO PER LE PERIFERIE…

…viene bloccato dal Decreto Milleproroghe, con effetto sui progetti di riqualificazione su 100 Comuni (1) che non vedranno erogata la seconda tranche dei finanziamenti promessi (2) con effetti deleteri sulle partnership pubblico-privato (3).



1) Il #MilleProroghe avrà effetto su 100 #Comuni, congelando finanziamenti già messi a bando. Spunti su Repubblica.

«La mannaia è arrivata con l'approvazione del decreto Milleproroghe avvenuta tre giorni fa accogliendo l'emendamento 13.2 che ha «differito al 2020 l'efficacia delle convenzioni» stipulate sulla base del "bando periferie". Su carta non si tratta di un taglio ma di un, diciamo così, "congelamento". Cento i capolluoghi italiani destinatari del bando.
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MILANO. 18 milioni. Scuola media al quartiere Adriano, prolungamento metrotranvia 7
Potrebbero essere congelate le risorse di 18 milioni che palazzo Marino voleva destinare al quartiere Adriano per la costruzione della scuola media e per il prolungamento della metrotranvia 7.  Il sindaco Sala  ha chiesto "di trovare una soluzione per rispondere alle giuste esigenze dei concittadini" perché Milano "non intende fermare i progetti programmati". Preoccupato il presidente di Anci Lombardia, Virginio Brivio, perché "in ballo c’è il blocco di importanti progetti per riqualificare i quartieri delle nostre città".»

http://www.repubblica.it/cronaca/2018/08/09/news/citta_per_citta_cosa_si_perde_con_la_mannaia_sul_bando_per_le_periferie-203723097/

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2) Bloccata la seconda tranche di investimenti dal decreto #Milleproroghe, che sposta più di un miliardo di investimenti in 4 anni per #Comuni, #Cittàmetropolitane, #Province in un Fondo cassa. Spunti su Il Fatto Quotidiano.

«Ad essere bloccata nello specifico è la seconda tranche del Piano periferie istituito dai governi Renzi e Gentiloni che prevedeva in totale 2,1 miliardi di finanziamenti dallo Stato e, come ricostruito dal Sole 24 ore, “con effetti potenziali calcolati in 3,9 miliardi di cofinanziamenti”. Le prime 24 convenzioni erano state firmate il 6 marzo 2017, mentre le altre 96 a fine 2017. Proprio queste ultime sono state bloccate, almeno fino al 2020. Si prevede quindi di dirottare i fondi (140 milioni nel 2018, 320 nel 2019, 350 nel 2020 e 220 nel 2021) in un Fondo cassa che serva per “per favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle Province e dei Comuni, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti”.»

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/09/piano-periferie-nogarin-un-pasticcio-causato-dal-governo-precedente-ma-il-correttivo-al-senato-e-stato-anche-peggio/4550041/?utm_campaign=politica&utm_medium=twitter&utm_source=twitter

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3) Il decreto #Milleproroghe, votato da #maggioranza e #opposizione, diventa un boomerang per i #Comuni, rischiando l'allontanamento degli #investitori privati. Spunti su Il Post.

«La decisione di sospendere il fondo è stata presa lunedì 6 agosto quando il Senato, con il parere favorevole del governo, ha approvato all’unanimità un emendamento al cosiddetto “decreto milleproroghe”. Anche il PD e Liberi e Uguali hanno votato a favore dell’emendamento, nonostante il piano fosse stato approvato dai precedenti governi di centrosinistra. Per spiegare l’errore, alcuni senatori del PD hanno definito l’emendamento “involuto” e “truffaldino” (il testo, che potete trovare qui, sembra in realtà abbastanza chiaro, un dettaglio confermato al Post da diversi esperti della materia). Per diventare definitivo l’emendamento dovrà essere confermato dalla Camera alla ripresa dei lavori parlamentari il prossimo settembre.
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L’emendamento approvato lunedì ha sospeso per due anni questa seconda tranche di finanziamenti, lasciando invece inalterata la prima. Per i comuni coinvolti si tratta di un grosso problema. Al Post risulta ad esempio che alcuni comuni (come quello di Arezzo) abbiano già iniziato i lavori previsti dal piano. Molti altri hanno già speso il denaro necessario a realizzare la progettazione degli interventi, una procedura che tra l’altro è costosa e complessa e prevede gare d’appalto per affidare i lavori (il governo ha annunciato che queste spese saranno rimborsate). I progetti, inoltre, sono co-finanziati da investitori privati e da altri enti locali, che in tutto avevano già promesso di investire circa due miliardi di euro aggiuntivi per i diversi progetti. La sospensione del fondo rischia di spingere i privati a ritirarsi, rendendo quindi inutile l’intera progettazione già realizzata, che resterebbe sprovvista di coperture.»

https://www.ilpost.it/2018/08/09/taglio-fondo-periferie/

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