IL RITIRO DEGLI STATI UNITI…

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…dal Nord-est siriano (definito da Trump “sabbia”) (1) è stato di fatto un tradimento dei combattenti curdi, che avevano portato avanti nella regione una guerra per procura contro l’ISIS per conto dell’Occidente. Le opposizioni deboli dei Democratici (2), dell’UE (3) e della Lega Araba (4) non sono al momento in grado di bloccare l’avanzata turca, che ha come obiettivo principale la destabilizzazione dell’area Nord-est (5), la Rojava, in cui era in atto una sperimentazione di Costituzione democratica, ambientalista e femminista (6). L’avanzata di Erdogan può dare adito alla liberazione dei 12mila prigionieri dell’ISIS imprigionati (7), funzionali ad aumentare l’instabilità (8) in vista della spartizione tra Turchia, Russia e Iran (9).



(1) ‪Nonostante le minimizzazioni degli #US, il ritiro delle truppe da parte di #Trump dà il via libera all’offensiva di #Erdogan. Spunti da‬ Globalist.


«Anticamera del tradimento: l’attacco si attende da un momento all’altro anche se in questi casi nulla è certo.
Nel frattempo la concentrazione di truppe turche al confine con la Siria settentrionale continua a crescere tra i preparativi dichiarati dalla Turchia per un'incursione nella regione nonostante nel recente passato sia stato raggiunto un accordo sulla sicurezza delle frontiere con le forze curde nella regione mediata dagli Stati Uniti.
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La decisione di Donald Trump di ritirare le truppe statunitensi di stanza in Siria vicino al confine turco riguarda solo da 50 a 100 membri delle forze speciali e non rappresenta in alcun modo "una luce verde" per il massacro dei curdi.
Lo ha precisato, nella notte italiana, un alto funzionario statunitense, spiegando che i militari interessati saranno "ridistribuiti in altre basi" all'interno del Paese.
"Questo non è un ritiro dalla Siria", ha detto il funzionario, facendo riferimento alla decisione presa da Washington a seguito dell'annunciata, prossima, operazione militare turca contro le milizie curde nel Nord della Siria.
"Il fatto che li spostiamo non è una luce verde, non c'è alcuna luce verde" al massacro dei curdi, ha insistito il funzionario americano, pur confermando che gli Stati Uniti non si opporranno all'operazione turca in Siria.»

https://www.globalist.it/intelligence/2019/10/08/il-tradimento-dei-curdi-si-avvicina-la-turchia-ammasse-le-truppe-alla-frontiera-2047360.html

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(2) ‪Hillary #Clinton accusa #Trump di aver tradito gli alleati #Curdi, sacrificandoli a #Turchia e #Russia. Spunti da‬ Today.


«"Un disgustoso tradimento" dei curdi. Così l'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton bolla la decisione del presidente americano Donald Trump di ritirare le truppe dal Nord della Siria di fronte alla prospettiva dell'intervento turco. "Siamo chiari: il presidente si schiera con i leader autoritari di Turchia e Russia rispetto ai nostri leali alleati e agli interessi americani - afferma l'ex candidata alle presidenziali - la sua decisione è un disgustoso tradimento dei curdi e del suo giuramento da presidente".
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Secondo i curdi l'invasione della regione costringerà milioni di persone a fuggire dalle loro case diventando rifugiati. Inoltre vago il destino dei 70mila ex combattenti dell'Isis presenti nelle prigioni curde. Il Congresso Nazionale Curdo accusa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di aver violato l'accordo negoziato tra l'amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale e lo stato turco.»

https://www.today.it/mondo/siria-trump-erdogan.html

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(3) ‪L’#UE potrebbe bloccare la terza tranche dei finanziamenti europei alla #Turchia per la gestione degli oltre 3.6 milioni di profughi siriani. Spunti da Angela Mauro su ‬Huffington Post.


«Solo venerdì scorso il ministro tedesco degli Interni Horst Seehofer e il commissario europeo uscente all’immigrazione Dimitri Avramopoulos si sono recati ad Ankara per capire come poter rinnovare il patto europeo con Erdogan per fermare i flussi migratori dai Balcani. Oggi che la Turchia ha dato il via all’offensiva contro i curdi in Siria, l’Unione europea si trova ancor di più tra incudine e martello nei rapporti con Ankara. La prossima settimana il consiglio europeo potrebbe ritrovarsi a discutere della richiesta di Erdogan della terza tranche di finanziamenti europei: le prime due, decise a partire dal primo accordo voluto dalla Germania nel 2016, ben 6 miliardi di euro legati a progetti per i profughi, le ha già intascate.
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Oggi che Erdogan ha dato il via all’offensiva, da Bruxelles l’unico ad avvertire vagamente Ankara sul rischio di ritorsioni sul piano economico è il presidente uscente della Commissione europea Jean Claude Juncker. “L’Unione europea esige lo stop dell’offensiva turca in Siria”, ha detto e, rivolgendosi ai turchi: “Non aspettatevi che l’Ue finanzi una cosiddetta zona sicurezza”. Ma, appunto, Juncker è un presidente in scadenza, a fine mese. E comunque nemmeno lui si sogna di mettere in discussione la terza tranche di finanziamenti, su cui però ancora non c’è un impegno europeo.»

https://m.huffingtonpost.it/entry/il-ricatto-di-erdogan-allue-soldi-per-fermare-i-profughi_it_5d9e0199e4b02c9da042ce1a

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(4) ‪La #LegaAraba condanna gli attacchi turchi in #Siria. Spunti ‬da L’Antidiplomatico.


«"Condanniamo questa aggressione, chiediamo alla Turchia di fermare completamente e immediatamente tutte le azioni militari, nonché di ritirare le truppe che sono entrate nel territorio siriano", ha dichiarato Gheit intervenendo all'apertura di una riunione di emergenza della Lega araba dedicato all'operazione militare dell'esercito turco in Siria.»

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_lega_araba_esorta_la_turchia_a_ritirare_le_sue_truppe_dalla_siria/8_31127/

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(5) ‪L’analisi del piano militare turco in #Siria svela gli obiettivi di #Erdogan, che consistono nel destabilizzare la zona a Nord-est per assumerne il controllo e ricompattare l’opinione pubblica turca. Spunti da Matteo Colombo su‬ ISPI.


«Inoltre, la Turchia punta a far fallire qualsiasi progetto autonomista curdo attraverso il cambiamento della composizione etnica del Rojava. Dopo avere completato il dispiegamento delle truppe, il piano turco prevedrebbe infatti il graduale ricollocamento di un milione di rifugiati siriani, prevalentemente di etnia araba[4], oggi presenti in Turchia, in un territorio in cui si stima che vivano circa due milioni di curdi siriani[5]. La Turchia punta dunque a rendere questo territorio più frammentato dal punto di vista etnico e perciò meno propenso a spinte autonomiste oltre che a indebolire la presenza del YPG nella regione.
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L’attuale contesto turco è infatti caratterizzato da una fase di debolezza economica e da una crescente ostilità nei confronti dei rifugiati siriani (oltre 3,6 milioni). Il paese è appena uscito da un periodo di recessione e le stime del ministero dell’Economia prevedono una crescita del PIL dello 0,5% per il 2019. L’inflazione è cresciuta del 16,3% nel 2018 e dovrebbe rimanere in doppia cifra anche nel 2019 (+12,6% per l’OCSE). In estrema sintesi, molti cittadini turchi devono pagare prezzi più alti per i loro acquisti senza beneficiare di una forte crescita economica. In questo periodo di difficoltà finanziaria si sono registrati diversi episodi di insofferenza nei confronti dei siriani che vivono in Turchia.»

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cosa-vuole-ottenere-la-turchia-dallintervento-siria-24149

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(6) ‪In #Rojava i #curdi avevano avviato una sperimentazione di Stato decentrato, con una Costituzione femminista, pluralista ed ecologista. Spunti da ‬Il Post.


«In generale, il sistema di governo in Rojava si è sviluppato come molto decentralizzato e senza rigide gerarchie, dove le comunità locali mantengono una forte autonomia. È un sistema, almeno sulla carta, di “democrazia egualitaria”, che non stabilisce la predominanza di una religione o di un’etnia su un’altra, e dove le donne hanno gli stessi diritti e doveri degli uomini. È inoltre un sistema basato su un’economia sostenibile, attenta a non danneggiare l’ambiente.»

https://www.ilpost.it/2019/10/10/curdi-siriani-chi-sono/

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(7) ‪Il comandante delle Forze democratiche curdo-siriane ha dichiarato che l’invasione della #Siria da parte della #Turchia potrebbe comportare l’evasione di 12mila combattenti dell’#ISIS. Spunti da‬ AGI.


«Gli oltre 12 mila combattenti dell'Isis, detenuti in campi del Rojava, tra cui 4 mila foreign fighter, "sono a rischio rilascio" a causa dell'offensiva turca contro il Nord della Siria. "Sono persone pericolose, non solo per i curdi ma per tutta l'umanità e noi non li rilasceremo mai ma non so fino a quando potremo controllarli", ha dichiarato in una conferenza stampa a Montecitorio, Dalbr Jomma Issa, comandante delle Forze democratiche curdo-siriane, Fds.
[…]
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato ieri un'operazione militare nel nord della Siria, per eliminare il Pyd-Ypg dalla regione a est del fiume Eufrate. Lo scorso 7 agosto Stati Uniti e Turchia, avevano trovato un intesa, definita poi da Erdogan "una favola", per ottenere il controllo di un'area profonda circa 32 km, estesa per 480 km in territorio siriano a est del fiume Eufrate fino al confine con l'Iraq, di cui la Turchia è ora decisa a ottenere il controllo con un intervento unilaterale.»

https://www.agi.it/estero/migranti_turchia_ue-6334518/news/2019-10-10/?fbclid=IwAR1g909qEDv7W2aSlJ1AmcM7KbjCSDUKWRadP78EwZmU1JgOIVYzNgrrnkg

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(8) ‪La rinascita dell’#ISIS è funzionale all’obiettivo di destabilizzazione della #Siria da parte della #Turchia. Spunti da ‬Globalist.


«Alla fine a Erdogan la presenza dell’Isis non dispiace. Perché si tratta di un fattore di destabilizzazione che può essere utile per i ricatti.
Del resto tra le milizie da lui sovvenzionate ci sono i jihadisti che provengono da al Nusra, ossia da al Qaeda.
E alla fine un patto tra le differenti componenti della galassia del terrorismo islamista è sempre possibile.
Anche per questo il tentativo è quello di aiutare i prigionieri dell’Isis e le loro famiglie a fuggire.»

https://www.globalist.it/intelligence/2019/10/13/isis-e-jihadisti-a-fianco-di-erdogan-nel-massacro-dei-curdo-siriani-2047588.html

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(9) ‪La vanificazione della guerra per procura curda contro l’#ISIS può portare ad accrescere il controllo turco dell’area, in vista di una spartizione tra #Russia, #Turchia e #Iran. Spunti da Giuseppe Gagliano su ‬Il Sussidiario.


«Al di là delle motivazioni trumpiane, non dobbiamo dimenticarci che dal punto di vista storico il coinvolgimento Usa è iniziato nel 2014, quando Obama aveva posto in essere una guerra per procura anti-Isis servendosi dei curdi siriani, e non dobbiamo neppure dimenticare che i curdi avevano stipulato questa alleanza con lo scopo di potere costruire o uno Stato curdo o comunque con la finalità di conseguire un’ampia autonomia politica in Siria.
[…]
Per quanto riguarda le operazioni militari in corso i militari turchi hanno colpito il confine tra Siria e Iraq per contenere le forze curde, mentre i ribelli della Brigata Hamza dell’Esercito Nazionale, il principale gruppo ribelle che la Turchia sostiene nella Siria nord-occidentale, si stanno organizzando per l’offensiva. Sul fronte dei ribelli siriani questi si stanno spostando dalla Siria nord-occidentale verso la Turchia, più esattamente nella città di Ceylanpinar, in preparazione dell’incursione.»

https://www.ilsussidiario.net/news/terza-guerra-mondiale-attenti-alla-grande-turchia-che-ha-in-mente-erdogan/1934825/