IL SALVATAGGIO DI ALITALIA…

white plane flying over gray clouds

…è stretto nella morsa del ricatto di Atlantia: se non vengono rinnovate le concessioni autostradali la holding dei Benetton è pronta a lasciare la newco (1). Nel mezzo c’è la Politica (2), sia recente che antica: se da un lato l’ingresso di Atlantia a luglio 2019 è stato salutato con freddezza dal M5S (3), dall’altro gran parte della storia di fallimenti delle operazioni di privatizzazione, rilancio e salvataggio (4) è da attribuirsi al prevalere della Politica sulla gestione industriale (5); il delicatissimo riequilibrio economico rimane un orizzonte molto lontano (6).

(1) ‪La holding #Atlantia si sfila dall’impegno preso per il salvataggio di #Alitalia, in attesa di chiarimenti sulle concessioni autostradali. Spunti da ‬Il Fatto Quotidiano.


«La holding a cui fa capo Autostrade dal canto suo, all’incontro che si è tenuto in mattinata tra i potenziali partner della newco, avrebbe ribadito la propria disponibilità a lavorare a un piano industriale che serva a rilanciare la compagnia di bandiera, segnalando tuttavia le diverse problematiche dell’attuale piano che, invece, punterebbe soltanto a un salvataggio.
[…]
E’ una grana pesante per il governo Conte 2 quando mancano 12 giorni alla data fissata come scadenza per la presentazione dell’offerta vincolante da parte della newco costituita da Ferrovie dello Stato, Tesoro, Delta Airlines e proprio Atlantia che, in teoria, dovrebbe essere tra i principali azionisti della nuova Alitalia con il 35% della compagine societaria. Ma il rinnovato impegno del governo – ribadito ancora dal premier Giuseppe Conte a Genova negli scorsi giorni – di procedere in maniera celere con l’iter amministrativo che potrebbe portare alla “caducazione” della concessione di Autostrade a causa del crollo del ponte Morandi, ha spinto Atlantia a muoversi per avvertire che è pronta a sfilarsi dalla ristrutturazione della compagnia di bandiera.»

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/03/alitalia-la-holding-atlantia-e-pronta-a-sfilarsi-dal-salvataggio-incertezza-su-concessioni-di-autostrade-non-consente-di-impegnarci/5494337/

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(2) ‪La decisione di #Atlantia di fare un passo indietro sul salvataggio di #Alitalia sposta la questione dal piano industriale a quello politico. Spunti da ‬Globalist.


«"Irritazione unanime" nei confronti di Atlantia e la ferma volontà di lasciare separati il dossier Alitalia e la procedura di revoca delle concessioni autostradali. "Non seguo il tema Alitalia, è sulla scrivania del ministro Patuanelli che sta lavorando, dopodiché noi non sottostiamo ai ricatti di nessuno", era stato l'avvertimento in mattinata arrivato dal viceministro pentastellato al Mise Stefano Buffagni.
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Dal punto di vista industriale per Atlantia ci sono sempre due scogli: Delta che nicchia a salire almeno al 15% delle quote (al momento e' tra il 10 e il 12%) e la partecipazione di Alitalia nell'alleanza Blue Skies, la joint venture transatlantica, dove il vettore italiano rivestirebbe, al momento, un ruolo ancora secondario e dove proprio gli americani di fatto impedirebbero di passare a partner di prima fila.»

https://globalist.it/economy/2019/10/04/atlantia-boccia-la-bozza-per-salvare-alitalia-irritazione-del-governo-non-sottostiamo-ai-ricatti-2047218.html

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(3) ‪La scelta a luglio da parte di #FS di #Atlantia come partner della newco fu già accolta con freddezza da parte del #M5S e divenne motivo di polemica da parte di #Renzi. Spunti da ‬Open.


«Luigi Di Maio, che insieme al Movimento 5 Stelle aveva portato avanti una campagna per escludere Atlantia dal piano di salvataggio, ha commentato su Facebook che «niente e nessuno cancellerà i 43 morti del Ponte Morandi». «Niente e nessuno cancellerà il dolore delle loro famiglie. Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo di un solo centimetro!».
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«Quindi il gruppo Benetton gestirà Alitalia», ha commentato l’ex premier Matteo Renzi su Facebook. «Ottima scelta in termini di qualità del management e di solidità dell’investitore. Ma dopo tutto quello che hanno detto dei Benetton, come fanno Di Maio e Toninelli a non vergognarsi? Sono semplicemente ridicoli».»

https://www.open.online/2019/07/15/alitalia-ferrovie-sceglie-atlantia-salvataggio-compagnia-di-maio-niente-cancellera-morti-ponte-morandi/

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(4) ‪Dal fallimento della #jointventure con #KLM al flop #CAI, fino al quasi-#fallimento del 2017, gli errori industriali nella gestione di #Alitalia hanno portato dal 1974 un esborso di più di 7.4 miliardi. Spunti da Alessandro Banfo su ‬La Presse.


«La situazione dopo il crollo delle Torri Gemelle del 2001 però non migliora e finalmente nel 2008 arriva la privatizzazione con i capitani Coraggiosi della Cai (Compagnia aerea italiana), che acquistano il 100% degli asset. Si tratta di un gruppo di imprenditori rigorosamente italiani chiamati in causa dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Niente cessione ad Air France (errore che si rivelerà gravissimo in seguito) e il tentativo, poi fallito, di puntare sul traffico domestico.
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Il 2017 è sicuramente l'anno più buio per la compagnia, ormai a serio rischio fallimento. Il 14 aprile è firmato un pre-accordo tra sindacati e azienda con 980 esuberi, ma il personale boccia l'intesa con un referendum dove i no vincono con il 67%. Il 2 maggio è allora inevitabile l'inizio dell'amministrazione straordinaria con la triade formata da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Per sostenere le casse di Alitalia viene erogato un prestito ponte statale di 900 milioni, in scadenza il 15 dicembre 2018.»

https://www.lapresse.it/economia/alitalia_storia_di_un_flop_da_capitani_coraggiosi_ad_amministrazione_straordinaria-770005/news/2018-10-29/amp

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(5) ‪ ‪Quella di #Alitalia è la storia di una privatizzazione difficile, in cui le politiche industriali si sono ibridate alla #Politica nazionale. Spunti da ‬Sky TG 24.


«Negli anni '90 Alitalia comincia a dare segnali di crisi. Apertura dei mercati, specie quello nazionale, concorrenza di nuovi vettori (in particolare low cost), riduzione delle tratte intercontinentali operate e assenza di investimenti pesano sempre più sull’operato della compagnia e si faranno sentire ancora di più con il passare degli anni. Nel 1993 comincia un dialogo con Air France, ma questa interrompe le trattative a causa delle proteste sindacali che bocciano il piano di tagli per 4mila posti e causano le dimissioni dell'allora presidente della compagnia di bandiera francese, Bernard Attali.
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A fine 2006, Prodi tenta una seconda privatizzazione. Punta a cedere un altro 39% della compagnia, lo Stato è pronto a rinunciare al controllo. Invece della Borsa, per cedere la seconda tranche, il governo sceglie la procedura di gara. La gara però fallisce per il ritiro progressivo dei concorrenti che rinunciano dopo aver visto i conti.»

https://tg24.sky.it/economia/approfondimenti/alitalia-crisi.html

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(6) Raggiungere il #riequilibrio economico per #Alitalia è un obiettivo grandioso, che necessita di una revisione del modello di #business attuale. In questo contesto, il decisore pubblico deve mostrarsi capace ed efficiente. Spunti da Ugo Arrigo su La Voce.


«Se non si vogliono percorrere vie senza uscita né vie facili che, come in passato, porterebbero a disastri certi, non resta che perseguire risultati favorevoli attraverso sentieri difficili e sinora non praticati. L’obiettivo chiave è il riequilibrio economico, precondizione per ogni successivo percorso di crescita. Lo strumento è un piano d’impresa che aggiusti con decisione, ma anche con gradualità e senza forzature, l’attuale modello di business non funzionante sino a farlo pervenire a uno differente che sia sostenibile.
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Il decisore pubblico italiano è completamente solo e non può permettersi di sbagliare come tutti i suoi predecessori. Tocca a lui avviare con successo la svolta di Alitalia, inizialmente senza poter modificare molto la flotta né contando su yield meno svantaggiosi ma rivedendo rotte, uso dei velivoli, politiche di prezzo e contratti tuttora svantaggiosi coi fornitori. Solo dimostrando che Alitalia può tornare in equilibrio potrà attrarre, in un secondo momento, gli investitori privati e i cospicui capitali indispensabili per completarne il rilancio.»

http://www.lavoce.info/archives/54573/nuovo-crocevia-per-alitalia/