youth mentor, social researcher, learning specialist, author, neuro-educational specialist, counselor, HRD consultant, trainer, evaluative researcher








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apprendimento efficace: avere piena padronanza delle teorie sull’apprendimento oggi, nella cosiddetta “società dell’informazione”, è essenziale, perché permette di distinguere tra formazione come pura formalità e formazione come investimento per un reale miglioramento. A tal proposito ho sviluppato un modello di apprendimento in contesti reali, il modello COMP.ASS., utile anche per la valutazione dell’efficacia formativa.

ricerca valutativa: la classica distinzione tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa non ha oggi più ragion d’essere; se la ricerca esce dalla torre d’avorio in cui è rinchiusa e si presta al servizio delle organizzazioni e delle persone, numeri e parole diventano i mattoni di una conoscenza sistemica e approfondita dei fenomeni. Questo è dunque la ricerca valutativa: uno strumento di pianificazione e riprogettazione efficiente.


youth mentoring: gli adolescenti oggi appaiono come delle casseforti inaccessibili, l’età in cui si rivendica un’autonomia dai genitori si è anticipata; spesso, però, rimane il dubbio che siano davvero in grado di cavarsela da soli come vorrebbero. Lo youth mentoring è un tipo di formazione che va in profondità nella relazione con l’adolescente e gli/le fornisce uno spazio per esprimersi ed elaborare le esperienze con maggiore autocoscienza.

innovazione delle metodologie di ricerca: l’attitudine al system thinking mi ha fatto avvicinare alle tecniche di modellizzazione dei sistemi complessi (organizzazioni, gruppi, comportamenti collettivi) e all’implementazione di metodologie di ricerca ibride.

GENITORI LIQUIDI, OSSIA DELLA DISSOLUZIONE DELL'ATTRAZIONE DEI FIGLI VERSO I GENITORI

In un'epoca caratterizzata dalla liquidità, è lecito domandarsi come si possa recuperare (e se abbia senso farlo) della solidità. Il termine "liquidità" è stato introdotto a partire dagli anni '80 dal sociologo polacco Bauman, scomparso di recente ma così pervasivo nel pensiero contemporaneo da essere considerato il fautore di un vero e proprio liquid turn negli anni che vanno dal 2000 in poi. Nel suo circolare in diversi ambiti culturali, da quelli più tecnici a quelli più colloquiali, il concetto ha acquisito varie accezioni, arrivando genericamente a rappresentare l'instabilità delle relazioni umane; tuttavia, nella definizione originaria, possiede un significato più ristretto, indicando da un lato una nuova capacità del potere di circolare al di là della politica, ossia l'aprirsi delle influenze alla globalità, dall'altro la differenza tra la velocità con cui le forme del vivere sociale si dissolvono e quella con cui si costruiscono. 

Le interazioni umane, quelle ricorrenti per lo meno, avvengono entro uno campo in cui si strutturano come routine; questo dà luogo ad azioni tipiche e a un contesto in cui queste risultano pertinenti, dando un ordine e un assetto a un mondo che, altrimenti, ci parrebbe caotico e improvvisato, instabile e carico di tensioni. Invece le tensioni si organizzano, vengono a definire ciò che è pertinente e ciò che sta fuori dal contesto, racchiudono il senso dell'agire entro quel contesto nella forma di una meta cui ambire, colorano di valenze affettive le cose, le persone e gli eventi che rientrano nei confini del campo. Si viene a creare in questo modo uno Spazio di Vita, come lo definisce Lewin negli anni '40. 

Se pensiamo alla liquidità nell'ambito del vivere sociale, pertanto, e la intendiamo nella accezione originaria, ci troviamo di fronte all'evidenza del fatto che le interazioni umane tendono ad accadere in campi che si destrutturano più velocemente di quando non si strutturino. L'esito concreto è che difficilmente avremo un'idea chiara di chi appartenga e chi no al contesto, di quali siano i ruoli degli attori, quali le mete da raggiungere: caratteristiche che spesso ritroviamo nelle famiglie contemporanee, le quali pongono problemi non tanto per le configurazioni che assumono a livello fenomenico, dove la presenza di un genitore solo, o di due genitori dello stesso genere, o ancora la parziale assenza dei genitori per via degli impegni lavorativi non sono in sé foriere di problemi, quando più per una condizione costitutiva che potremmo riassumere nell'assenza di solidità

In uno dei suoi celebri testi, lo psicoanalista Massimo Recalcati propone la forma del complesso di Telemaco per rappresentare le situazioni in cui i padri abdicano al proprio ruolo di portatori di ordine in virtù di una ricerca di senso e identità che smarrisce la propria direzione. L'immagine di Telemaco, tuttavia, giovane responsabile che prende le veci del padre pur non avendone ricevuto a sufficienza l'impronta, non è sempre rappresentativa di ciò che si vede accadere nella realtà della consulenza psicologica, dove invece è più frequente riscontrare che i figli, a fronte dell'inconsistenza del padre, manifestano comportamenti a briglia sciolta: ossia agiscono coerentemente con strutture liquefatte. 

Una famiglia liquida è quella in cui è venuta meno innanzitutto l'ambizione più profonda del bambino, quella dell'accesso alla sacralità della coppia genitoriale, la meta organizzatrice di tutte le dinamiche affettive tra genitori e figli (sia gli uni con gli altri che tra loro stessi). I genitori, infatti, che detengono il tesoro dei modelli di azione e i privilegi del potere di decidere su ciò che è giusto e sbagliato, assumono di fatto le caratteristiche di un'élite, di un gruppo cui si aspira. Il tendere-verso dei figli nei loro confronti orienta i comportamenti e predispone all'idealizzazione, elementi che contribuiscono alla costruzione di quelle barriere invisibili che bloccano, di fatto, i figli dal commettere violenza nei confronti dei genitori e dallo scavalcare le regole che vengono loro tracciate. 

Ecco che nella famiglia liquida ci si trova di fronte, in maniera pressoché inspiegabile, di fronte a giovani che non procedono nelle tappe del proprio percorso di crescita, in quanto non guidati da alcun un tendere-verso, o di fronte manifestazioni di aggressività - verbale ma anche fisica - verso i genitori, in quanto immersi in una dimensione totalmente orizzontale priva di valichi; non è raro vedere, in situazioni di questo genere, figli estremamente disinvolti nel condividere la propria nudità con i genitori, o addirittura la propria sessualità, a causa della possibilità non codificata di espressione testosteronica. Dall'altra parte, sarà frequente vedere genitori macerare in interrogativi esistenziali quali "Dove ho sbagliato?", ma al tempo stesso in difficoltà nel porre delle barriere, dei limiti, un senso d'ordine, o anche solo un senso. 

Per questo motivo un lavoro sul recupero di autorevolezza e sul bilanciamento della giusta distanza può essere essenziale dal punto di vista formativo per quei genitori che siano rimasti invischiati - vuoi per senso di colpa, vuoi per una certa attitudine alla dipendenza affettiva - nella relazione con i figli, anche qualora questi siano maggiorenni. Per risanare la solidità perduta.